{"id":8404,"date":"2022-04-09T00:00:57","date_gmt":"2022-04-09T00:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=8404"},"modified":"2022-04-09T08:51:08","modified_gmt":"2022-04-09T08:51:08","slug":"il-mercato-dei-biscotti-o-un-biscotto-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=8404","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> IL MERCATO DEI BISCOTTI O UN BISCOTTO SOLO?<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>Quali sono i vostri biscotti preferiti?<\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Secondo l&#8217;analisi Nielsen, con 40 milioni di confezioni vendute nel 2020, le Gocciole, i frollini del brand che fa parte del Gruppo Barilla hanno conquistato oltre 7 milioni di famiglie. E nel 2021 \u00e8 arrivata la variante al cocco. Seguono nell&#8217;ordine Oro ciok, Macine, Pan di stelle. Non so come si sono piazzati i Biscuits della Nutella, che sono pure buonissimi.<br \/>\n<\/strong>Ognuno di noi ha i suoi biscotti preferiti, e la domanda \u00e8 come fanno le industrie ad intercettare i nostri gusti per vendere i loro beni. Se fosse facile, tutti produrrebbero i prodotti giusti e cesserebbero di produrre quelli sbagliati, ma in questa gara ci sono successi e fallimenti. Certo, prima di produrre le Gocciole, la Pavesi chiss\u00e0 quanti test ha fatto con potenziali consumatori, ma tutti possono fare i test, e alla fine arriva il momento della verit\u00e0 nei supermercati, preceduto ed accompagnato da una pubblicit\u00e0 martellante. Quando si parla di biscotti molti di noi non son disposti al compromesso. I consumatori si collocano su due estremi: da una parte i puristi di una certa marca, a loro dire inimitabile, sono disposti a spendere qualcosa in pi\u00f9 pur di non rinunciare a quel sapore; dall\u2019altra gli estremisti del risparmio: vanno dove li porta l\u2019offerta migliore, e pazienza se il biscotto del supermercato ha una forma diversa o un po\u2019 di cioccolata in meno.<br \/>\nPer esempio, parliamo dei Nutella Biscuits di Ferrero, cos\u00ec dal particolare potremo arrivare al generale: 120 milioni di euro in investimenti tecnologici, 150 assunzioni, 10 anni di test. Previsioni per 80 milioni di vendite l\u2019anno. Una campagna pubblicitaria che, si vocifera, ha previsto un budget che supera i 50 milioni di euro. Tutto questo per un biscotto.<br \/>\nNella strategia di crescita della multinazionale di Alba (come ha dichiarato il presidente esecutivo Giovanni Ferrero nel 2021, intende \u201cdiventare l\u2019indiscusso numero tre nel fuori pasto dolce nel mondo, raddoppiando le dimensioni aziendali entro i prossimi 10 anni e raggiungendo i 20 miliardi di euro di fatturato) si \u00e8 confermata fondamentale la diversificazione dell\u2019offerta. Che recentemente si \u00e8 arricchita anche con i biscotti Cereal\u00e9 e con i gelati Kinder, oltre che con i prodotti entrati in portafoglio grazie alle acquisizioni internazionali: la belga Delacr\u00e9, i dolci di Nestl\u00e9, i biscotti Kellogg negli Usa, i biscotti danesi Royal Danks.<br \/>\nMa dietro a questa ultima novit\u00e0 c\u2019\u00e8 una grande sfida a colpi di lanci fra <strong>Ferrero<\/strong> e <strong>Barilla<\/strong>, iniziata con lo scoppio della guerra all\u2019olio di palma. I due competitor hanno per anni tenuto le distanze, presidiando comparti diversi. Il colosso di Parma infatti, oltre alla pasta, aveva sempre privilegiato i prodotti da forno (brioches e biscotti). Un segmento in cui Ferrero \u00e8 presente solo con Kinder Brioss. Un sano rapporto competitivo, in una logica di tacito gentleman agreement, senza pestarsi i piedi l\u2019un l\u2019altro.<br \/>\n<strong>Qualche anno fa, per\u00f2, cominci\u00f2 l\u2019attacco mediatico e internazionale all\u2019olio di palma: web e carta stampata parlarono di danni all\u2019ambiente e alla salute.<\/strong> Inizialmente le aziende dolciarie hanno sottovalutato la questione, ma la campagna mont\u00f2 e alcune piccole realt\u00e0 fecero del \u2018palm oil free\u2019 il proprio cavallo di battaglia. Coop annunci\u00f2 l\u2019eliminazione dell\u2019ingrediente dai prodotti a Mdd (marca del distributore) e la questione si fece spessa. Ma a distanza di pochi mesi, Barilla, con un inaspettato dietrofront, scelse di sposare la linea \u2018Senza olio di palma\u2019, comunicandolo in tutte le pubblicit\u00e0 e sulle confezioni dei prodotti. Un fulmine a ciel sereno per il quartier generale di Alba, dove si predispose un\u2019immediata replica, con una forte campagna a favore dell\u2019olio di palma, e dove si iniziarono a spolverare progetti fino ad allora lasciati nel cassetto, in diretta concorrenza al gruppo di Parma. La fase di test dei Nutella Biscuits, infatti, era in corso, in alcune aree pilota, gi\u00e0 nel 2017, con continue indiscrezioni sul suo ingresso definitivo nel mercato italiano. Barilla non stette a guardare e sferr\u00f2 un nuovo attacco, con la presentazione della Crema Pan di Stelle, una spalmabile, ovviamente senza olio di palma, con 100% nocciole italiane e cacao sostenibile, caratterizzata dalla presenza di granella di biscotto Pan di Stelle. Una sfida che Ferrero raccolse, spingendo l\u2019acceleratore sull\u2019ingresso nel segmento biscotti. Arrivarono dunque in Italia i biscotti Cereal\u00e9 e i Nutella Biscuits. Per questi ultimi, in particolare, Ferrero non ha badato a spese.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-8412\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/images-1.jpg\" alt=\"\" width=\"130\" height=\"130\" \/>Dunque, avete visto come si combatte senza esclusione di colpi in regime di concorrenza. Una industria che produce biscotti trova nel mercato il suo successo, e prima di lanciare un prodotto non lo sa prima se avr\u00e0 successo o no. Scommette. Il mercato \u00e8 il luogo dove si incontrano la domanda dei consumatori e l&#8217;offerta dei produttori ma ciascuno di noi, quando va a comprare i biscotti, fa il mercato, senza prima consultarsi e coordinarsi con gli altri. E&#8217;, come si dice, l&#8217;unione che fa la forza, \u00e8 la somma di tante piccole scelte individuali che producono un effetto, positivo o negativo, su un prodotto messo in vendita. Il mercato quindi lascia liberi noi consumatori di effettuare le scelte che vogliamo e a me pare una conquista grandiosa dell&#8217;umanit\u00e0 sol se si pensi che chi produce e mette in vendita biscotti non pu\u00f2 saperlo prima se il mercato dei consumatori, locale, regionale, nazionale o globale, lo accoglier\u00e0.<br \/>\nAl contrario, ci sono quelli che odiano il mercato perch\u00e9 lo considerano un luogo di perdizione, il simbolo del consumismo, del capitalismo, e ci ricordano quante schifezze ci fanno ingurgitare per vendere di pi\u00f9, magari ci inducono a consumare i prodotti pi\u00f9 calorici, i pi\u00f9 ricchi di zucchero e quelli con il maggior tasso di grassi saturi. Dietro questi anatemi contro il mercato c&#8217;\u00e8 l&#8217;anatema contro i capitalisti che sfruttano la manodopera e avvelenano i consumatori per inseguire il profitto, ma l&#8217;unica alternativa che sanno proporci \u00e8 un sistema economico dominato dallo Stato. Immaginate una unica industria di Stato che producesse un solo tipo di biscotto ma confezionato in modo salutare. La regola \u00e8: o ti mangi questo biscotto oppure desisti. Dove hanno tentato questa soluzione, in Urss, le cose non sono andate affatto bene.<br \/>\nEcco uno squarcio della guerra commerciale che si svolge nel mercato. Chi vince lo decretano i consumatori che sono miliardi nel mondo. Non uno solo, sia egli un capitalista, un mafioso, un americano o un prepotente. Finora l&#8217;umanit\u00e0 un meccanismo pi\u00f9 democratico di questo in economia non \u00e8 riuscito ad inventarlo. Ha i suoi lati negativi, le sue controindicazioni? Certo, la perfezione non esiste, ma nella partita doppia di vantaggi e svantaggi, di meglio non abbiamo trovato. E se vivesse oggi Marx lo ammetterebbe lui stesso con onest\u00e0 intellettuale. Anzi, sono convinto che sarebbe entusiasta della \u201cconcorrenza\u201d, per la semplice ragione che la concorrenza ai consumatori apporta solo vantaggi e ai produttori non piace affatto. Andreotti, che ne sapeva una pi\u00f9 del diavolo, l\u2019ha chiamata la \u201cpolitica dei due forni\u201d: se il pane lo prendi solo da un panettiere, prima o poi diventi suo schiavo. E\u2019 quello che \u00e8 successo a noi con il gas che prendiamo da Putin.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo l&#8217;analisi Nielsen, con 40 milioni di confezioni vendute nel 2020, le Gocciole, i frollini del brand che fa parte del Gruppo Barilla hanno conquistato oltre 7 milioni di famiglie. E nel 2021 \u00e8 arrivata la variante al cocco. Seguono nell&#8217;ordine Oro ciok, Macine, Pan di stelle. 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