{"id":8616,"date":"2022-04-24T16:52:36","date_gmt":"2022-04-24T16:52:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=8616"},"modified":"2022-04-24T16:53:19","modified_gmt":"2022-04-24T16:53:19","slug":"meritocrazia-la-guerra-atroce-e-quella-idiota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=8616","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> MERITOCRAZIA: LA GUERRA ATROCE E QUELLA IDIOTA<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>La societ\u00e0 moderna e globalizzata si basa sulla proliferazione e l\u2019incontro dei talenti individuali. Per\u00f2 oggi l\u2019odio populista per la competenza rischia di riportarci all\u2019et\u00e0 premoderna che non riconosceva il merito ma solo il lignaggio. Rischia di distruggere il sistema rivoluzionario che ha prodotto un\u2019economia pi\u00f9 produttiva e uno Stato pi\u00f9 efficiente. Che cosa potrebbe esserci di meglio? Eppure questa idea \u00e8 sotto attacco ovunque nel mondo e ormai le idee politiche di destra o sinistra coincidono perch\u00e9 sembrano avere un solo unico nemico: il merito, che \u00e8 concetto individuale, mentre le vecchie ideologie pensano alle masse.<\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Per comprendere il mondo in cui viviamo e le sue tendenze di fondo, sino ad arrivare a capire in cosa consiste il <em>bipopulismo<\/em> di destra e sinistra, nonch\u00e9 certe scelte quotidiane che politici e sindacalisti ci propongono come se fossero rivoluzionarie, \u00e8 necessario approfondire un solo concetto: la meritocrazia. Nelle societ\u00e0 moderne \u00e8 data per scontata, come andare a votare, non ci facciamo pi\u00f9 caso come non pensiamo all\u2019aria che respiriamo, eppure ogni giorno ascoltiamo quelli la cui unica missione politica consiste nel far la guerra alla meritocrazia. Come spiegheremo il loro unico scopo \u00e8 tornare all\u2019et\u00e0 premoderna, in cui la meritocrazia non esisteva.<br \/>\nQuando facciamo un colloquio di lavoro l\u2019unica speranza \u00e8 che la nostra candidatura sia esaminata secondo un principio di equit\u00e0. Se dobbiamo sub\u00ecre un\u2019operazione chirurgica confidiamo che il chirurgo sappia bene cosa deve fare, se prendiamo un aereo paghiamo il biglietto confidando che il pilota sia capace e non guidi ubriaco, e cos\u00ec via. Appena abbiamo sentore di nepotismo, favoritismo o discriminazione siamo pronti a ribellarci. Tony Blair nel 1999 disse: \u00abNoi crediamo che le persone debbano poter crescere in base al loro talento e non in base alla loro nascita o ad altri privilegi\u00bb. 23 anni dopo basta guardare la tv e ci accorgiamo che scienziati e persone competenti sono messe a discutere intorno allo stesso tavolo con picchiatelli e scappati di casa, in nome del diritto ad esprimere la propria opinione.<br \/>\nL\u2019elemento meritocratico che appare fondamentale sia per la salute della nostra economia che per quella della nostra politica oggi \u00e8 sotto attacco, ma per la verit\u00e0 la guerra \u00e8 cominciata molti anni fa. In Occidente ricordiamo ancora bene il mondo in cui i lavori passavano di padre in figlio o erano ceduti al miglior offerente. Negli anni sessanta anche in Italia i figli succedevano al padre nel lavoro in banca o nelle fabbriche. E l\u2019Oriente \u00e8 stato sempre pieno di governi pieni di corruzione e di favoritismi.<br \/>\n<strong>L\u2019idea meritocratica \u00e8 fragile quanto un cristallo di Boemia perch\u00e8 gli esseri umani sono biologicamente programmati per favorire i propri amici e i propri parenti rispetto agli estranei.<\/strong>Se il mondo moderno e la sua vivace economia si sono costruiti sull\u2019idea meritocratica, molti vogliono tornare indietro, al mondo premoderno che per l\u2019appunto era fondato su presupposti che sono agli antipodi: sul lignaggio e le caste pi\u00f9 che sui risultati raggiunti, sulla subordinazione volontaria pi\u00f9 che sull\u2019ambizione. <strong>La rivoluzione che ha fatto esplodere il vecchio mondo e ha messo a disposizione il materiale per costruirne uno nuovo \u00e8 stata la meritocrazia.<\/strong> Il filosofo francese Alexis de Tocqueville agli inizi dell\u2019ottocento scrisse: \u00abQuando non ci sono pi\u00f9 ricchezze ereditarie, privilegi di classe o prerogative di nascita diventa chiaro che la principale fonte di disparit\u00e0 tra le fortune degli uomini risiede nella mente\u00bb.<br \/>\nLa societ\u00e0 del vecchio mondo aveva a capo un monarca ed era governata da proprietari terrieri che erano tali per via ereditaria e che avevano raggiunto la loro posizione combattendo e depredando. Poi giustificavano il loro ruolo attraverso una combinazione di volont\u00e0 di Dio e di antica tradizione. Dio assegnava a ciascuno la propria posizione all\u2019interno di una gerarchia. Questo posto non era collegato alle capacit\u00e0 individuali, ma al rapporto con la famiglia e con la terra. Gli aristocratici britannici hanno ancora il nome dei luoghi attaccato al loro: e pi\u00f9 alto \u00e8 il rango, pi\u00f9 grande \u00e8 il posto.<br \/>\nI lavori non erano assegnati sulla base del merito di ciascuno ma attraverso tre grandi meccanismi: i legami familiari, il clientelismo e l\u2019acquisto. Anche i re ereditavano la loro posizione anche se erano dei perfetti incapaci o addirittura dei bambini. Gli aristocratici concedevano i lavori ai loro favoriti oppure li vendevano al miglior offerente, per finanziare il loro dispendioso stile di vita a corte.<br \/>\n<strong>\u00abIn tutto il regno animale il nepotismo definisce le specie sociali\u00bb<\/strong> ha spiegato la biologa Mary Maxwell, <strong>per cui \u00e8 necessario capire che l\u2019idea meritocratica non \u00e8 stata solo una rivoluzione politica ma molto di pi\u00f9, \u00e8 stata un tentativo di mitigare uno degli istinti primari del genere umano, l\u2019istinto di favorire i propri figli rispetto a quelli degli altri. <\/strong>Non c\u2019\u00e8 altra idea quanto quella meritocratica che operi davvero in nome del bene collettivo.\u00a0<strong>Infatti essa \u00e8 stata un presupposto delle quattro grandi rivoluzioni che hanno creato il mondo moderno<\/strong>, da quella industriale alla Rivoluzione francese ( basata sul principio della \u201ccarriera aperta a tutti i cittadini di talento\u201d: i privilegi feudali furono aboliti; l\u2019acquisto dei posti di lavori fu proibito; le scuole di eccellenza furono rafforzate); dalla Rivoluzione americana ( Thomas Jefferson parl\u00f2 di rimpiazzare l\u2019\u00abaristocrazia artificiale\u00bb data dal possesso di terra con l\u2019\u00abaristocrazia naturale\u00bb determinata \u00abdalla virt\u00f9 e dal talento\u00bb) alla rivoluzione liberale. In Gran Bretagna ci fu un trasferimento del potere dall\u2019aristocrazia terriera all\u2019aristocrazia intellettuale senza che venisse esploso un solo colpo. I rivoluzionari prima sottoposero le istituzioni esistenti, come le cariche pubbliche e le universit\u00e0, alla competizione aperta e degli esami scritti e poi costruirono quella che chiamiamo la scala delle opportunit\u00e0, gradino per gradino si poteva salire dalla scuola di paese fino alle pi\u00f9 ambite universit\u00e0. I capaci e meritevoli, secondo l\u2019espressione usata dai nostri padri costituenti, non debbono avere nessuna porta sbarrata.<br \/>\nLa rivoluzione meritocratica ha poi aperto la strada ad altre rivoluzioni meritocratiche. Infatti l\u2019applicazione di un \u201caperta competizione\u201d fra gli uomini fece inevitabilmente sorgere una domanda: \u00abE le donne?\u00bb. E in America, se gli uomini erano nati naturalmente uguali fra loro, sorse la domanda: e i neri? Insomma, i gruppi finora emarginati emersero approfittando dell\u2019idea meritocratica. Le societ\u00e0 divennero non solo pi\u00f9 giuste ma anche pi\u00f9 produttive.<br \/>\n<strong>I Paesi (ma anche le regioni e i territori) meritocratici hanno una crescita pi\u00f9 veloce dei Paesi non meritocratici.<\/strong> Le aziende pubbliche che assumono persone in base al merito sono pi\u00f9 produttive delle aziende familiari che lasciano spazio ai favoritismi. E le migrazioni di massa scorrono soltanto in una direzione: dai Paesi che non hanno compiuto la transizione meritocratica a quelli che invece l\u2019hanno compiuta.<br \/>\n<strong>Dunque, lo sappiamo bene, la meritocrazia \u00e8 un\u2019idea rivoluzionaria che ha prodotto un\u2019economia pi\u00f9 produttiva e uno Stato pi\u00f9 efficiente: che cosa potrebbe esserci di meglio? <\/strong>Eppure questa idea \u00e8 sotto attacco ovunque. Da parte di tutti quelli che ancora si richiamano alle grandi ideologie del novecento, fascisti e comunisti. E finanche le persone che gestiscono la grande macchina meritocratica hanno seri dubbi: Daniel Markovits di Yale ha recentemente scritto un libro intitolato \u201cThe Meritocracy Trap\u201d (\u201cLa trappola meritocratica\u201d) mentre Michael Sandel di Harvard ne ha scritto un altro intitolato \u201cLa tirannia del merito\u201d (pubblicato da Feltrinelli). Come avviene per tutte le cose umane, infatti, la perfezione non esiste e anche l\u2019idea meritocratica come tutte le medicine ha i suoi effetti indesiderati. Basti pensare alle scuole pubbliche, ormai dovunque hanno abbassato i loro standard di qualit\u00e0, per cui i ricchi preferiscono far studiare i figli in prestigiose scuole private mentre i poveri devono accontentarsi di scuole di massa gratis ma dequalificate.<br \/>\n<strong>E\u2019 chiaro, occorre un\u2019altra grande spinta per reinventare l\u2019idea meritocratica e rilanciarla per una nuova epoca. Purtroppo invece stiamo assistendo ad un vero e proprio tentativo di smantellarla. La guerra al merito \u00e8 scoppiata dappertutto, e la conducono insieme la sinistra politica con la destra senza neppure rendersene conto.<\/strong> I docenti universitari che fanno salire in cattedra figli moglie e amanti contestano il merito quanto i sindacati che amano le sanatorie e non i concorsi. I bipopulisti italiani non vogliono i test oggettivi per accertare gli apprendimenti scolastici, ma succede anche negli Stati Uniti. Il Board of Education di San Francisco ha vietato alla Lowell High School \u2013 una delle scuole del Paese che ha maggiori successi accademici \u2013 di utilizzare i test di ammissione e ha invece introdotto un sistema a sorteggio. Il commissario scolastico, Alison Collins, ha dichiarato che la meritocrazia \u00e8 \u00abrazzista\u00bb ed \u00e8 \u00abl\u2019antitesi di una competizione equa\u00bb. Donald Trump non ha solo dato posizioni di potere ai membri della sua famiglia ma ha fatto la guerra agli esperti e agli scienziati come Fauci.<br \/>\nQuesto assalto al merito si estende oltre il cortile della scuola e penetra nelle imprese e nell\u2019amministrazione pubblica. Le aziende stanno introducendo quote formali o informali in nome dell \u201cequit\u00e0\u201d (che sta prendendo sempre pi\u00f9 il posto delle \u201cpari opportunit\u00e0\u201d come misuratore della giustizia). E questo sar\u00e0 anche un fenomeno che amplifica se stesso, per la intuitiva ragione che le persone di second\u2019ordine nomineranno sempre delle persone di terz\u2019ordine per proteggere se stesse dal rischio che qualcuno si accorga che sono di second\u2019ordine. La Rai pubblica italiana \u00e8 esemplare per capire il meccanismo.<br \/>\n\u00c8 incredibile, dicevo, vedere come questo spaventoso attacco ai principi meritocratici provenga tanto da destra quanto da sinistra, in qualsiasi parte del mondo, a Ovest come ad Est, in stati e regioni. La Calabria non a caso \u00e8 da sempre la regione dove la parentopoli, i nepotismi e i comparaggi vari sono praticati a tutti i livelli (si veda l\u2019ultima inchiesta sull\u2019universit\u00e0 di Reggio Calabria), ma nessuno, a qualsiasi parrocchia politica appartenga, sembra pi\u00f9 ricordarsi che il sottosviluppo si batte solo con la meritocrazia. Di pi\u00f9, l\u2019avversario comune sembra essere il \u201cneo-liberismo\u201d ma con questo termine si attacca in realt\u00e0 la meritocrazia. Dietro la retorica dei poveri e degli ultimi da aiutare in nome dell\u2019uguaglianza cristiana e della misericordia, si vuole uno Stato \u201cinclusivo\u201d che attraverso redditi e bonus vari distribuisca le risorse a pioggia o dall\u2019elicottero.<br \/>\nPrendiamo la Cina, per pi\u00f9 di un millennio \u00e8 stata governata da un\u2019\u00e9lite di mandarini selezionata in tutto il Paese attraverso gli esami pi\u00f9 sofisticati del mondo. Questo sistema meritocratico \u00e8 morto perch\u00e9 non \u00e8 riuscito ad adattarsi all\u2019esplosione della conoscenza scientifica: nel 1900 le domande erano pi\u00f9 o meno le stesse del 1600. Ma ora la Cina ci sta riprovando e questa volta, per\u00f2, \u00e8 alla ricerca di scienziati e di ingegneri pi\u00f9 che di studiosi confuciani. Stiamo cos\u00ec per apprendere che l\u2019idea meritocratica pu\u00f2 essere altrettanto potente al servizio dell\u2019autoritarismo statale di quanto lo sia stata finora al servizio della democrazia liberale.<br \/>\nDunque chi fa la guerra alla meritocrazia sarebbe oggi uno sciocco anche se nel mondo l\u2019Occidente dominasse incontrastato. Ma siccome in questo momento l\u2019Occidente \u00e8 impegnato nella sua pi\u00f9 grande sfida contro l\u2019ascesa della Cina e del capitalismo di Stato autoritario, chi conduce la guerra al merito produce due effetti nefasti, non uno solo. Priver\u00e0 l\u2019Occidente del suo dinamismo economico e allo stesso tempo sposter\u00e0 inesorabilmente l\u2019equilibrio del potere verso un regime post-comunista in Oriente che non ha tempo per i diritti individuali e i valori liberali. Per cui, come ci ha ricordato Adrian Wooldridge, editore dell\u2019Economist, nei suoi libri che qui ho ampiamente citato, l\u2019Occidente ha una sola possibilit\u00e0 per impedire che la Cina prevalga nel mondo, riprendere a coltivare l\u2019idea meritocratica che ci aveva resi vincenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per comprendere il mondo in cui viviamo e le sue tendenze di fondo, sino ad arrivare a capire in cosa consiste il bipopulismo di destra e sinistra, nonch\u00e9 certe scelte quotidiane che politici e sindacalisti ci propongono come se fossero rivoluzionarie, \u00e8 necessario approfondire un solo concetto: la meritocrazia. 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Eppure questa idea \u00e8 sotto attacco ovunque nel mondo e ormai le idee politiche di destra o sinistra coincidono perch\u00e9 sembrano avere un solo unico nemico: il merito, che \u00e8 concetto individuale, mentre le vecchie ideologie pensano alle masse.<\/span><\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":8487,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"off","neve_meta_content_width":70,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-8616","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita-2"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8616","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8616"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8616\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8617,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8616\/revisions\/8617"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8487"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8616"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8616"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8616"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}