{"id":8982,"date":"2022-09-01T07:49:05","date_gmt":"2022-09-01T07:49:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=8982"},"modified":"2022-09-01T07:50:40","modified_gmt":"2022-09-01T07:50:40","slug":"noi-evoluti-ma-scimpanze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=8982","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> NOI, EVOLUTI MA SCIMPANZ\u00c8<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>Ormai abbiamo capito, circa i comportamenti umani, che i fatti non contano pi\u00f9, ma conta lo storytelling, la narrazione, per suscitare emozioni sociali. La politica in generale, che tocca il suo punto pi\u00f9 basso nelle competizioni elettorali, ci dimostra che gli umani non siamo per natura una specie razionale, o inclini alla bont\u00e0 o al rispetto. <\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La lotta politica \u00e8 fatta di molte cose che giudichiamo eticamente discutibili e sono quelle cose che spesso insegniamo ai nostri bambini che non si dovrebbero fare: mentire, tradire, insultare, ingannare, corrompere, bullizzare, ricattare, minacciare, denigrare. In realt\u00e0, quello che accade \u00e8 forse la \u201cnaturale\u201d conseguenza del fatto che siamo <b>animali politici. <\/b>Ma non nel senso che pensava Aristotele, il quale ci innalzava perch\u00e9 fra tutti gli esseri abbiamo la parola e siamo i soli in grado di percepire il bene e il male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ormai sembriamo aver dimenticato quasi tutti (e i comunisti fanno finta di non saperlo) che per ottenere societ\u00e0 umane pi\u00f9 libere, pi\u00f9 benestanti, meno violente, pi\u00f9 egualitarie, sono occorsi migliaia di anni, fino a quando in una parte del mondo, l\u2019Occidente, l\u2019invenzione della scienza, il capitalismo o divisione del lavoro, il libero mercato o gli scambi a somma non zero e la spersonalizzazione della politica attraverso la rule of law hanno cambiato il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quaranta anni fa un libro, di Frans de Waal\u00a0 (La politica degli scimpanz\u00e9), spieg\u00f2 il comportamento sociale dei primati (tra i quali c\u2019\u00e8 la nostra specie). Parlando di scimpanz\u00e8, ricordava Gilberto Corbellini dal quale ho tratto lo spunto per questa mia narrazione, l\u2019autore ha concluso che l&#8217;attivit\u00e0 politica umana &#8220;sembra far parte di un bagaglio evolutivo che condividiamo con i nostri parenti pi\u00f9 prossimi&#8221;. Il dna umano e quello degli scimpanz\u00e8 differisce per meno dell\u20191% del totale. Non \u00e8 vero che solo gli uomini pensano e hanno piena consapevolezza di s\u00e9, basta mettere uno scimpanz\u00e8 davanti ad uno specchio e dopo qualche giorno si scoprir\u00e0 che prima o poi si osserver\u00e0 da vicino e comincer\u00e0 a fare delle smorfie dimostrando come abbia compreso che lo specchio riflette la sua immagine, non quella di un altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli scimpanz\u00e9 vivono in gruppi sociali di circa 50 individui con leader maschi che devono impegnarsi in una serie di manovre per arrivare e\/o rimanere al vertice della gerarchia sociale. I maschi alfa di successo non sono necessariamente i pi\u00f9 grandi e forti, ma quelli che attraverso la diplomazia riescono a formare coalizioni con altri maschi, come accade anche nel sistema di partiti. Non conviene allearsi con il pi\u00f9 forte (questo ormai succede solo in Calabria), ma coalizzarsi con un altro maschio meno forte. Conviene anche non subire passivamente la dominanza o le gerarchie, ma coalizzarsi per detronizzare chi detiene il potere. Per conquistare il dominio sul gruppo anche gli scimpanz\u00e8 devono guadagnare il sostegno delle \u201cmasse\u201d. Allo scopo, devono essere \u201cgentili&#8221;, per cui gli aspiranti leader degli scimpanz\u00e9 sono propensi a baciare i bambini come fanno i politici umani, ma anche distribuire le risorse, quasi sempre cibo, per creare consenso. Un primatologo giapponese ha studiato uno scimpanz\u00e9 che ha governato per 12 anni appropriandosi del cibo di tutti i maschi e redistribuendolo selettivamente ai suoi sostenitori o non condividendolo selettivamente con i suoi rivali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli scimpanz\u00e9 inoltre come i mafiosi uccidono brutalmente i membri dei gruppi rivali attraverso raid e imboscate. Nel caso di minaccia proveniente da altri animali si coalizzano insieme, mettendo da parte le ostilit\u00e0 interne quando \u00e8 in gioco la sopravvivenza del gruppo. Anche nella politica umana, le minacce esterne possono mettere a tacere il dissenso interno e sostenere i leader, come si \u00e8 visto anche di fronte alla pandemia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-8985 alignleft\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"180\" \/><\/a>Che cosa \u00e8 rimasto nei nostri tratti genetici di questi nostri antenati dai quali, secondo la paleoantropologia, ci siamo divisi tra i 5 e i 7 milioni di anni fa? <b>E\u2019 facile dirlo, tendiamo a giudicare e decidere come se vivessimo ancora in una societ\u00e0 su piccola scala.<\/b> N\u00e9 potremmo fare diversamente, perch\u00e9 il nostro cervello \u00e8 costruito per presupporre un ambiente su piccola scala, un ridotto numero di interazioni sociali utili o affidabili (non pi\u00f9 di 150) e le soluzioni che riteniamo intuitivamente giuste sono quelle che funzionano bene in una societ\u00e0 piccola. Per la maggior parte della storia evolutiva abbiamo vissuto in piccoli gruppi affiatati di cacciatori e raccoglitori in cui coalizioni di individui si contendevano la leadership. Questo significa che potenzialmente prendiamo decisioni politiche in modi spesso non adatti al mondo moderno e globalizzato. Oggi sappiamo bene come gli argomenti che definiamo \u201cpopulisti\u201d e \u201csovranisti\u201d possono facilmente attecchire nelle comunit\u00e0 umane che percepiscono qualche svantaggio da un\u2019integrazione sovranazionale o dalla globalizzazione. Non esiste al mondo nessun <i>populista<\/i> che non sia contrario alla globalizzazione e non sia convinto che \u201cpiccolo \u00e8 bello\u201d, \u201ccome si stava bene una volta senza internet\u201d e quando avevamo la patria e le frontiere e le monete nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <b>mentalit\u00e0 gruppale<\/b> dei primati, cio\u00e8 l\u2019innata disposizione a dividere il mondo sociale in \u201cnoi contro loro\u201d, a partire dal gruppo parentale per risalire fino alle nazioni, spiega la nostra evoluzione. Sin da bambini ci si divide in gruppi (i ragazzi della via Pal), il territorio viene diviso (la nostra via, il nostro quartiere) e si combatte in bande contro gli altri. Con questo retroterra culturale alle spalle volete che la globalizzazione non sia avvertita come il male assoluto? Il fatto che siamo moderni e usiamo gli smartphone non conta nulla perch\u00e9 siamo i discendenti dello stato di natura, di tante piccole comunit\u00e0 di cacciatori e raccoglitori. I filosofi hanno lavorato quasi solo di fantasia quanto alla natura dell\u2019agire politico umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando con la transizione agricola le comunit\u00e0 umane sono diventate via via pi\u00f9 numerose, salvo qualche rara situazione, nel mondo storicamente conosciuto di libert\u00e0 ed eguaglianza ce ne sono sempre state assai poche, dopo l\u2019uscita dallo \u201cstato di natura\u201d, anche perch\u00e9 l\u2019et\u00e0 media era bassa e si moriva in media prima di trent\u2019anni per malattie, violenza, incidenti, incertezza alimentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno studio condotto dal primatologo Richard Wranghman ha dimostrato che gli esseri umani, nel corso della preistoria, hanno dovuto affrontare la tensione tra l&#8217;attrazione per il potere e un desiderio di parit\u00e0 sociale. Mentre bonobo, scimpanz\u00e9 e gorilla erano fortemente gerarchici con maschi alfa molto aggressivi, gli uomini cacciatori-raccoglitori erano egualitari. Al punto che i maschi prepotenti ed egoisti, o che cercavano di comandare gli altri per motivi non utili al gruppo, venivano ostracizzati o neutralizzati.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il potere ha sempre rappresentato un problema difficile da maneggiare e si capisce perch\u00e9 oggi le espressioni umane del potere possono essere cos\u00ec varie. Si comprende perch\u00e9 in nazioni di grandissime dimensioni sia necessaria una notevole concentrazione di potere per farle funzionare, e il potere in contesti cos\u00ec lontani dallo stato di natura possa oscillare tra due poli opposti, assumere la forma di una dittatura o di una democrazia liberale, con qualche modalit\u00e0 intermedia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso di centinaia di migliaia di anni abbiamo modificato ed evoluto tratti genetici funzionali a pratiche politiche che dovevano regolare la vita di piccole comunit\u00e0 di cacciatori e raccoglitori (tra 50 e 150 circa). Le comunit\u00e0 sono cambiate e si sono estese a dismisura eppure la forma di governo liberaldemocratico non \u00e8 stata un\u2019invenzione geniale ed estemporanea di un visionario. Essa \u00e8 il frutto di una lenta trasformazione del nostro cervello che pur tuttavia, di fronte a quelli che avverte come pericoli, recupera pur sempre gli istinti primordiali, i geni politici non razionali, dal familismo amorale al nazionalismo, con le naturali componenti di xenofobia. Le comunit\u00e0 umane sono gi\u00e0 pronte, in situazioni di paura e minaccia, a seguire leader che sanno accendere pregiudizi o comportamenti funzionali a unire il gruppo o la nazione per difendere quel che \u00e8 \u201cnostro\u201d: il lavoro, le donne, i valori della tradizione, la razza. La nostra storia evolutiva spiega infine anche perch\u00e9 cos\u00ec tante persone vadano (o andassero) a votare, malgrado sia evidente che nessun voto individuale far\u00e0 la differenza per il risultato. Sentiamo che il nostro voto \u00e8 importante e questo ha un senso intuitivo per la nostra mente, che \u00e8 stata progettata per navigare in una politica su piccola scala dove ogni singolo individuo poteva essere decisivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lotta politica \u00e8 fatta di molte cose che giudichiamo eticamente discutibili e sono quelle cose che spesso insegniamo ai nostri bambini che non si dovrebbero fare: mentire, tradire, insultare, ingannare, corrompere, bullizzare, ricattare, minacciare, denigrare. In realt\u00e0, quello che accade \u00e8 forse la \u201cnaturale\u201d conseguenza del fatto che siamo animali politici. 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