{"id":9112,"date":"2022-11-23T19:58:56","date_gmt":"2022-11-23T19:58:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=9112"},"modified":"2022-11-24T15:23:13","modified_gmt":"2022-11-24T15:23:13","slug":"il-danno-scolastico-e-i-suoi-rimedi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=9112","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> IL DANNO SCOLASTICO E I SUOI RIMEDI<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>(R.B.) La Scuola italiana \u00e8 davvero la peggiore? Forse si, forse no. Se ne dicono tante a proposito ed il bersaglio preferito \u00e8 quello degli insegnanti poco preparati. Seguono a ruota le riforme, pi\u00f9 o meno, adottate dai politici, a nulla valse. Dulcis in fundo, gli studenti e la loro educazione. Sembra che un abisso separi la scuola italiana dal ventunesimo secolo (a dire il vero anche dal ventesimo). Ci\u00f2 nondimeno i laureati italiani sono tra i pi\u00f9 apprezzati nel mondo. Tutto ci\u00f2 costituisce l\u2019argomento che il nostro Francesco Scoppetta, stimato dirigente scolastico, tratta qui di seguito, diviso in due parti.<\/span>"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000;\">Prima parte<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Enzo Biagi amava raccontare i fatti: \u00abButtar gi\u00f9 un parere, in fondo, sarebbe pi\u00f9 facile. Ma credo che la gente da me si aspetti altro: prima dei commenti, le certezze. E le sole certezze che pu\u00f2 dare un giornalista sono i fatti. Niente \u00e8 pi\u00f9 dimostrato di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto\u201d. Questa frase di Biagi mi \u00e8 tornata in mente quando ho letto che Paola Mastrocola, il cui lavoro \u00e8 stato fare l\u2019insegnante, \u00e8 stata accusata (nientemeno) di voler generalizzare la sua esperienza. Se neppure una esperienza lunga una vita \u00e8 un \u201cfatto\u201d, si capisce perch\u00e9 sulla scuola italiana si moltiplicano i \u201cpareri\u201d, per\u00f2 solo di ex alunni. E\u2019 possibile descrivere cosa sia Londra oggi se uno l\u2019ha visitata 30 anni fa o se la conosce attraverso i libri e gli articoli che ha letto? Direi di no, ma sulla scuola italiana avviene proprio questo.<\/p>\n<p>Paola Mastrocola e Luca Ricolfi (M&amp;R) ne <em>Il danno scolastico<\/em>\u00a0(La nave di Teseo, 2021) hanno sostenuto \u201cche l\u2019abbassamento del livello scolastico avvenuto negli ultimi 50 anni ha prodotto un danno a tutti gli studenti, ma in particolare a quelli delle famiglie pi\u00f9 povere, i quali avevano nella qualit\u00e0 della scuola l\u2019unico modo (in passato) per conquistarsi posizioni elevate nella societ\u00e0 in base ai propri meriti scolastici. Oggi invece il generale appiattimento, oltre a danneggiare tutti, favorisce i figli delle classi pi\u00f9 benestanti che usano i loro pi\u00f9 potenti sistemi di relazione sociale e il maggior denaro per aiutare i propri figli sia nel migliorare il livello di studi, sia per inserirsi pi\u00f9 facilmente nelle posizioni alte della societ\u00e0 \u201c(Andrea Gandini). M&amp;R individuano con precisione il mezzo con cui l\u2019istruzione ha scatenato la rivoluzione pedagogica: le sue innovazioni si sono spinte oltre il\u00a0<em>diritto allo studio<\/em>, fino ad affermare un nuovo, inaudito,\u00a0<em>diritto al successo formativo<\/em> (Paolo Di Remigio e Fausto Di Biase). \u201cM&amp;R meritano attenzione oltre per la vasta eco che suscitano perch\u00e9 articolano una strategia retorica abbastanza usuale negli attuali discorsi liberal-conservatori sull\u2019istruzione: in base a questi\u00a0solo\u00a0un modello di scuola e universit\u00e0 rigoroso e selettivo promuoverebbe\u00a0reali\u00a0percorsi di emancipazione coerenti con l\u2019articolo 34 della Costituzione (<i>al terzo comma parla dei \u201ccapaci e meritevoli<\/i>) (Vincenzo Sorella).<\/p>\n<p>Le tappe che M&amp;R individuano lungo il percorso dell\u2019abbassamento sono: la riforma della scuola media del 1962; il libero accesso all\u2019universit\u00e0 del 1969: i decreti delegati del 1974-75; l\u2019attivit\u00e0 riformatrice elaborata tra il 1997 e il 2000 dal ministro Berlinguer sia a livello universitario (3+2) sia sull\u2019autonomia scolastica e il (mai attuato) riordino dei cicli; la riforma Moratti del 2003, parzialmente inapplicata; il taglio delle spese all\u2019istruzione voluto dal ministero Gelmini; la\u00a0Buona scuola<i>\u00a0<\/i>di Renzi.<br \/>\nIl loro studio, oltre ad un buon successo di pubblico (e magari anche per questo), ha provocato una mole di recensioni di segno diverso, ma alcune redatte con evidente &#8220;furia ideologica&#8221;, o sarcasmo, sino al livore. Ormai M&amp;R, cos\u00ec come Ernesto Galli della Loggia (L\u2019aula vuota, Marsilio) o Adolfo Scotto di Luzio (La scuola che vorrei, B. Mondadori), sono liquidati come \u201creazionari\u201d nel dibattito pubblico sull\u2019istruzione italiana. Le categorie politiche per\u00f2 non discendono dal Creatore e quindi non hanno il bollino dell\u2019eternit\u00e0. Riflettono il tempo contingente in cui viviamo e soltanto in esso trovano, o non trovano pi\u00f9, ragion d\u2019essere.<br \/>\nUn giudizio abbastanza moderato e per me significativo lo riporto perch\u00e9 lo considero di tutta evidenza. Un fatto. E\u2019 di Federico Batini : \u201cLa scuola di oggi come la racconta il libro, semplicemente non esiste. Esistono molte scuole, diverse tra loro, anche negli stessi territori e dentro le scuole esistono sezioni e classi altrettanto diverse tra loro. La scuola di oggi non consente a chi parte da pi\u00f9 indietro di \u201crecuperare\u201d lo svantaggio. Il primo errore \u00e8, ovviamente, pensare anche solo per un attimo che quella di una volta, invece, lo facesse. Dire che stiamo peggio di un tempo \u00e8 un refrain facile e che produce consenso, spesso \u00e8, per\u00f2, falso. Indubbiamente il problema della prevedibilit\u00e0 degli esiti sulla base dei punti di partenza \u00e8 un problema reale. Il problema \u00e8 che questo \u00e8 il grosso limite proprio di quella scuola della quale gli autori invocano il ritorno (in realt\u00e0 viva e vegeta) e non l\u2019effetto di una didattica oggi tutta votata a favorire il successo di tutti abbassando le attese come gli autori sostengono. La scuola insomma, spesso, non riesce, suo malgrado, a ridurre le differenze e, in alcuni casi (per esempio nella scuola \u201cselettiva\u201d e \u201cseria\u201d dei \u201cmieitempi\u201d) finisce per amplificarle, ma non le produce, non ne \u00e8 all\u2019origine. L\u2019origine sta nello svantaggio determinato dall\u2019ingiustizia sociale. A volte succede persino di confondere cause ed effetti\u201d.<br \/>\nA questo giudizio vorrei aggiungere quel che sul libro ha scritto Marco Campione (del quale ricordo il libro scritto con E. Contu, Liberare la scuola -Vent&#8217;anni di scuola autonome, il Mulino, 2020)<b>\u00a0<\/b>perch\u00e9<b> <\/b>mi sembra allarghi la visuale:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/universita.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-9113 alignleft\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/universita-300x173.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/universita-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/universita-768x443.jpg 768w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/universita.jpg 850w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u201cLa risposta ai problemi della scuola non pu\u00f2 essere quella di Mastrocola e Ricolfi, ma nemmeno la negazione del fatto che la scuola ha molti problemi \u00e8 una risposta. Il principale? Abbiamo realizzato in cinquant\u2019anni la scuola di massa (oggi si iscrive alle superiori la quasi totalit\u00e0 dei quattordicenni, solo trent\u2019anni fa era il 70%, cinquant\u2019anni fa il 50%), ma non riusciamo ancora a renderla pienamente democratica, appunto (ogni riferimento a abbandoni, ripetenze e dispersione implicita non \u00e8 casuale). I problemi della scuola sono questi, non quelli che molti detrattori del volume di M&amp;R accampano.(&#8230;) Trovo, in sintesi, che le tesi del libro e quelle di un certo tipo di detrattori siano in qualche modo speculari: la responsabilit\u00e0 per i problemi della scuola sono per entrambi di tutti e tutto, tranne che per responsabilit\u00e0 della scuola stessa (il legislatore, lo spirito del tempo, la scuola democratica per M&amp;R; il legislatore, lo stipendio basso, l\u2019efficientismo tecnocratico, per gli altri).<b><br \/>\n<\/b><b>E mentre i due gruppi continuano a darsele di santa ragione incolpando il mondo intero tranne loro stessi del fallimento (scolastico) di Martina, Martina subisce le conseguenze dei loro fallimenti (professionali)<\/b>\u201d<b>.<br \/>\n<\/b>In Italia la dispersione scolastica \u00e8 al 13,1 per cento secondo l\u2019ultimo rilevamento del 2020. Vuol dire che un ragazzo su sette non finisce le scuole superiori. Per usare le parole di Andrea Gavosto, \u201calla vigilia dell\u2019esame di maturit\u00e0, che superer\u00e0 certamente, uno studente su due ha serie lacune nel ragionamento matematico; quasi altrettanti faticano nella comprensione di un testo. Negli indirizzi professionali a non raggiungere un livello accettabile sono quasi 8 su 10\u201d.<br \/>\nLa scuola deve produrre apprendimenti, se non li produce a cosa serve? La scuola in Italia non funziona perch\u00e9 sforna troppi ignoranti e giocoforza alcuni di questi finiscono in cattedra.<br \/>\nImpostata cos\u00ec la questione, forse si evita, come si \u00e8 soliti fare in Italia, di scagliare la palla in corner e di buttare la croce addosso esclusivamente al parlamento. Sfondo una porta aperta se dico che ogni produzione legislativa \u00e8 influenzata sempre da una ricerca ossessiva e prevalente di consenso, oltre che da orientamenti culturali presenti nella societ\u00e0, dalle pressioni delle lobby pi\u00f9 potenti e dei gruppi sociali assunti come punti di riferimento.<br \/>\nE\u2019 del tutto evidente che qualsiasi partito punter\u00e0 a procurarsi il consenso dei 684 mila insegnanti (e dei 131mila addetti del personale Ata) piuttosto che quello dei 6800 dirigenti, \u00e8 matematica. Non \u00e8 un caso n\u00e8 frutto del destino che il parlamento italiano non abbia mai stabilito con legge in cosa consista il \u201cruolo\u201d del docente e siano invece i contratti collettivi a trattare la \u201cfunzione docente\u201d. Se non sbaglio, occorre risalire addirittura al 2003 per rintracciare due proposte di legge presentate dal centrodestra per ridefinire lo stato giuridico degli insegnanti sottraendolo alla contrattazione sindacale. Non \u00e8 questione di destra e sinistra, n\u00e9 destra n\u00e9 sinistra ridurranno mai l\u2019evasione fiscale cos\u00ec come metteranno mano ad una legge che stabilisca lo <i>statuto<\/i> del bravo docente, inserendo accanto alle conoscenze disciplinari con altrettanta importanza le competenze relazionali.<\/p>\n<p align=\"justify\">Secondo M&amp;R, la catastrofe sarebbe cominciata con la riforma relativa alla scuola media unica che, nel 1962, ha dato luogo al superamento della scuola di avviamento professionale, allora parallela alla scuola media, dopo i cinque anni di scuola elementare. Solo che nel 1961, secondo i dati del Censimento, poco meno dell\u201985% degli italiani aveva al massimo la licenza di scuola elementare, in altre parole era analfabeta o semianalfabeta. \u201cAnche per questo\u201d ha scritto giustamente Saul Meghnagi, il pedagogista presidente dell\u2019ISF, \u201cil limite pi\u00f9 grave dell\u2019argomentazione proposta da M&amp;R, relativamente alle cause delle carenze, sta nella non considerazione dell\u2019assenza, in Italia: a) di un reale sistema di educazione degli adulti e, cosa, anch\u2019essa, totalmente ignorata dal volume, b) di un solido sistema pubblico di formazione e qualificazione professionale\u201d. La qualit\u00e0 dell\u2019istruzione e il grado di indulgenza nella valutazione non sono, dice Meghnagi, le uniche spiegazioni dei problemi di cui soffre la cultura nazionale (in aggiunta all\u2019origine sociale, al contesto economico e alla lunghezza degli studi). \u201cSenza un solido canale di formazione professionale il sistema formativo \u00e8 monco. Su questo tutta la classe politica \u00e8 responsabile. Anche, ma non solo, quella sinistra che viene additata come unica causa di tutti i mali\u201d.<br \/>\nQualche anno fa in un libro (La fabbrica dei voti finti, Armando, 2017) illustrai il sistema duale alla tedesca che differenzia, dopo il primo ciclo (elementari e media insieme), pur con opportune passerelle di passaggio, due percorsi, quello che termina con il diploma\u00a0 e quello\u00a0 che termina con la laurea. In Germania ci sono moltissimi tipi di scuola, ma gi\u00e0 all\u2019et\u00e0 di 10 anni si possono prendere tre indirizzi diversi che corrispondono al rendimento degli alunni. Al Gymnasium ci vanno gli alunni con un buon rendimento scolastico, corrisponde ai nostri Licei e d\u00e0 accesso all\u2019Universit\u00e0. Mentre alla Hauptschule e alla Realschule ci vanno gli alunni con un rendimento scolastico un pochino pi\u00f9 debole. La Hauptschule corrisponde alle nostre scuole professionali e ne esistono di diversi indirizzi a seconda delle professioni. Il sistema duale tedesco rappresenta una modalit\u00e0 di alternanza scuola-lavoro con una lunga tradizione, che offre un sistema di istruzione organizzato in due luoghi di formazione: la scuola (Berufsschule) e l\u2019azienda.<br \/>\nQuesto sistema offre circa 350 qualifiche riconosciute, che vengono annualmente implementate. Di fatto, due terzi dei giovani ottengono una qualifica professionale, superato l&#8217;esame finale conseguono un diploma che ne certifica la qualifica di lavoratore specializzato (Facharbeiterbrief), di assistente commerciale (Kaufmanngehilfenbrief) o di artigiano qualificato (Gesellenbrief).<\/p>\n<p>Nella maggior parte dei casi, al completamento della formazione in alternanza gli studenti trovano lavoro nelle stesse aziende dove hanno svolto la formazione pratica. Risulta chiara la differenza tra il sistema tedesco (la Germania ha 83 milioni di abitanti) e il nostro che invece non consente neppure con la laurea di trovare un lavoro? Non ci piacerebbe (o magari non dovremmo) riuscire in Italia a far ottenere ai due terzi dei giovani una qualifica professionale che consenta loro di intraprendere una professione? Visto che abbiamo pi\u00f9 di 3 milioni di giovani tra i 15 e i 34 anni che n\u00e9 studiano n\u00e9 lavorano? Per noi questo oggi non \u00e8, rebus sic stantibus, un sogno, \u00e8 pura utopia. Eppure: il sistema tedesco? No, grazie, noi non abbiamo mai da imparare niente da nessuno, figuriamoci dai tedeschi. Noi possiamo solo chiedere soldi europei, o il price cap sul gas, s\u2019intende.<\/p>\n<p align=\"justify\">(continua)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima parte Enzo Biagi amava raccontare i fatti: \u00abButtar gi\u00f9 un parere, in fondo, sarebbe pi\u00f9 facile. Ma credo che la gente da me si aspetti altro: prima dei commenti, le certezze. E le sole certezze che pu\u00f2 dare un giornalista sono i fatti. Niente \u00e8 pi\u00f9 dimostrato di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto\u201d. Questa frase&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=9112\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\"><span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> IL DANNO SCOLASTICO E I SUOI RIMEDI<\/span> <br \/> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>(R.B.) La Scuola italiana \u00e8 davvero la peggiore? Forse si, forse no. Se ne dicono tante a proposito ed il bersaglio preferito \u00e8 quello degli insegnanti poco preparati. Seguono a ruota le riforme, pi\u00f9 o meno, adottate dai politici, a nulla valse. Dulcis in fundo, gli studenti e la loro educazione. Sembra che un abisso separi la scuola italiana dal ventunesimo secolo (a dire il vero anche dal ventesimo). Ci\u00f2 nondimeno i laureati italiani sono tra i pi\u00f9 apprezzati nel mondo. Tutto ci\u00f2 costituisce l\u2019argomento che il nostro Francesco Scoppetta, stimato dirigente scolastico, tratta qui di seguito, diviso in due parti.<\/span><\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":9114,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"off","neve_meta_content_width":70,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-9112","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9112","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9112"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9112\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9122,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9112\/revisions\/9122"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9114"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9112"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9112"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9112"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}