{"id":9125,"date":"2022-11-24T19:54:09","date_gmt":"2022-11-24T19:54:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=9125"},"modified":"2022-11-25T14:45:36","modified_gmt":"2022-11-25T14:45:36","slug":"il-danno-scolastico-e-i-suoi-rimedi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=9125","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> IL DANNO SCOLASTICO E I SUOI RIMEDI<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>La Scuola italiana sembra essere travolta da un incessante tsunami: l\u2019aspetto pi\u00f9 anacronistico fu la risposta dei governi del centro-sinistra alle proteste studentesche del \u201968, quando essa venne ridisegnata secondo il principio della partecipazione democratica con l\u2019elezione di rappresentanti per favorirne la cogestione. E fu l\u2019inizio degli anni bui e confusionari. Non tutto \u00e8 perduto...se una volta tanto la ratio trionfasse sulle sistematiche pregiudiziali opposizioni.<\/span>"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Seconda parte<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019aspetto pi\u00f9 anacronistico della <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>governance<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> della attuale scuola italiana, secondo me, lo si ritrova in quella che fu la risposta dei governi di centro-sinistra alla proteste studentesche del \u201868. I Decreti delegati del 1974 ridisegnarono il volto della scuola secondo il principio della \u201cpartecipazione democratica&#8221; che ogni anno si celebra con le elezioni dei \u201crappresentanti\u201d, un mezzo per attuare la cogestione. Questa organizzazione \u00e8 ormai miseramente fallita, eppure tutto il tempo trascorso non basta ancora per prenderne atto. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Al di sopra del preside, a presiedere l\u2019organo che d\u00e0 gli indirizzi generali della scuola, venne inserito un genitore (operazione analoga non venne fatta per le aziende sanitarie, come mai?) e pertanto occorre sapere che un dirigente scolastico (ancorch\u00e9 definito sceriffo o uomo solo al comando) da solo, senza consultarsi e coordinarsi preliminarmente con nessun altro, pu\u00f2 soltanto, sulla base delle norme vigenti, convocare un collegio docenti stilando il relativo OdG. Veramente troppo poco per uno sceriffo con o senza stella. Se l\u2019autonomia scolastica, che ha acquisito rango costituzionale con la Legge 3 del 18 ottobre 2001, fosse scelta consapevole e convinta, ogni scuola autonoma si potrebbe costruire la sua organizzazione coinvolgendo studenti e genitori nei modi che ritiene pi\u00f9 significativi. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel mentre persiste il rumore di fondo del dibattito incessante tra gli addetti ai lavori sul nozionismo, don Milani, il modello scolastico gentiliano e la scuola per competenze, dal 2000 in poi, con l&#8217;introduzione della dirigenza scolastica, si \u00e8 aperta la infinita discussione sulla scuola-azienda. Se ci stessero a cuore i fatti e non solo lo storytelling, si dovrebbe parlare di scuola-azienda cogestita, nella quale organi collegiali eletti o istituzionali coesistono e s\u2019intrecciano con dirigente e Dsga. Tutti quelli che le scuole di oggi le frequentano sanno che esiste una sola certezza: in esse tutti possono agire e deliberare ma c\u2019\u00e8 un unico e solo responsabile, il dirigente parafulmine. Accanto, sopra, sotto la figura del docente, intervengono figure strumentali, animatori, coordinatori, responsabili di dipartimento, referenti; le sigle e gli acronimi si moltiplicano in maniera incessante: GLI, GLO, DSA, BES, PDP, PEI, RAV, POF, PTOF, PON; si sono riempiti di carte finanche gli insegnanti di sostegno (si moltiplicano le guide alla compilazione del nuovo Pei su base ICF) come non \u00e8 mai successo a nessun altro docente nella storia patria, come se l\u2019 &#8220;inclusione&#8221; dell&#8217;alunno disabile fosse facilitata dalla mole di documentazione prodotta; i marxisti immaginari copyright Vittoria Ronchey fanno risalire ai dettami propri dell\u2019economia aziendale e al neo-liberismo vincente la conversione degli alunni in \u201cutenti\u201d e la scuola in un supermercato che ogni anno propone le sue \u201cofferte\u201d formative. Le pagine istituzionali e facebook e i youtube delle scuole si riempiono quotidianamente di immagini e video rappresentativi del nuovo modello scolastico democratico: uscite didattiche, viaggi, inaugurazioni di giardini botanici, gemellaggi, giornate di incontro, cinema, teatro, giornate FAI, scuola digitale, settimane dell\u2019accoglienza e di fine anno con tanto di teatro musica e spettacolo. Ogni scuola media, ogni ufficio scolastico regionale hanno la loro banda musicale che suona l&#8217;inno di Mameli e l&#8217;inno alla Gioia di Beethoven prima di qualsivoglia manifestazione al chiuso e all&#8217;aperto. Gli alunni del primo ciclo diventano ciceroni, botanici, consiglieri comunali, musicisti, critici cinematografici, guide turistiche, attori, cantanti, ballerini\u2026E\u2019 chiaro che la scuola moderna non pu\u00f2 essere solo aula, libri e studio, ma cosa diremmo se in un ospedale invece di migliorare le cure si organizzassero di continuo feste per i ricoverati? La domanda posta tanti anni fa da Piero Romei ancora non trova risposta. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/28137840826_66bdc7084d_b.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9127\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/28137840826_66bdc7084d_b-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/28137840826_66bdc7084d_b-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/28137840826_66bdc7084d_b-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/28137840826_66bdc7084d_b-930x620.jpg 930w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/28137840826_66bdc7084d_b.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ma descritto tutto ci\u00f2, il supermercato con gli organi collegiali, cosa c\u2019\u00e8 sotto l\u2019apparenza, sotto il vestito della scuola di oggi? Ci sono i banchi disposti di fronte alla cattedra senza predellino ma la lezione \u00e8 sempre frontale, i docenti svolgono sempre il programma e si angosciano perch\u00e9 devono finirlo in vista degli esami. Sotto il vestito \u00e8 cambiato poco o nulla rispetto al passato. Come avveniva 50 anni fa la prassi pi\u00f9 ricorrente nelle aule vede un docente che tiene la sua brava conferenza tutti i giorni, pienamente convinto nel 2022 che ascoltando s\u2019impara. E\u2019 sempre stato cos\u00ec, fin dai tempi della tanto vituperata riforma delle medie, anzi molti proff si meravigliano che il tennis o lo sci o il calcio vengano insegnati direttamente attraverso l\u2019esercizio senza preliminari lezioni alla lavagna. E\u2019 sempre stato cos\u00ec, si pu\u00f2 insegnare da soli senza coordinarsi con i colleghi, beninteso in nome della \u201clibert\u00e0 d\u2019insegnamento\u201d, un mito che nessuno si \u00e8 mai preso la briga di spiegare quanto tradisca in modo inverecondo il pensiero dei padri costituenti: non intendevano creare nelle scuole il ruolo del docente \u201cautarchico\u201d, ma piuttosto proibire che un insegnante per lavorare debba fare il saluto romano battendo i tacchi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Concludo con qualche rimedio approntabile per il danno scolastico attuale. Al vertice le scuole finalmente pienamente autonome vengano affidate a dirigenti valutabili, rimovibili in caso di valutazione negativa, e che guadagnino (per scuole della stessa fascia) lo stesso stipendio in qualsiasi regione italiana lavorino. \u201cIl dirigente pi\u00f9 ricco guadagna 15.500 euro l\u2019anno in pi\u00f9 del dirigente pi\u00f9 povero\u201d (Pietro Persiani). Ma fosse solo questo. Ho letto con interesse di un sindacato che \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">ritiene inaccettabile una qualsiasi riduzione stipendiale per i dirigenti scolastici\u201d. A parte che non si capisce che funzione abbia un sindacato che ormai di fatto non contratta pi\u00f9 il salario, io con pochi altri restiamo gli unici esempi di dirigenti che tre anni dopo essere andati in pensione han dovuto restituire delle somme percepite anni prima per effetto di un Cir con effetto retroattivo finanche\u2026sui pensionati.<\/span><\/span><i> <\/i><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma<\/span><\/span><i> <\/i><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">a parte questa scalogna di sindacati che in una regione sottoscrivono contratti a perdere (ma solo per chi ha gi\u00e0 lasciato la scuola), che l\u2019ammontare degli stipendi dei dirigenti dipenda <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">dai dimensionamenti pi\u00f9 o meno veloci di ciascuna regione, cio\u00e8 da scelte politiche, \u00e8 arduo comprenderlo. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">I docenti viceversa oggi non hanno stipendi differenziati sulla base della regione. Sarebbe una scelta utile costruire una loro carriera. Lo scatto stipendiale potrebbe ottenersi in seguito a valutazione positiva a cui il docente liberamente domanda di essere sottoposto. Naturalmente non dopo 9 anni e dopo aver seguito corsi di aggiornamento, e neppure come premio per aver accompagnato classi a mostre, campionati, rassegne, premi, attivit\u00e0 extra. La valutazione dovrebbe incentrarsi sul contributo che il docente fornisce con la sua attivit\u00e0 scolastica in classe, a contatto con gli alunni e i colleghi, attraverso l\u2019impegno e l\u2019assiduit\u00e0 giornaliera, le doti di equilibrio, le capacit\u00e0 relazionali, la saggezza nella valutazione, che sa distinguere dalle misurazioni. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Infine, ma in realt\u00e0 \u00e8 la premessa di tutto il discorso, meritano di essere ponderate le parole con cui il dirigente Stefano Stefanel ha motivato l<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u2019eliminazione del valore legale del titolo di studio e l\u2019eliminazione delle bocciature.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non credo sia necessario enumerare tutti gli elementi che hanno prodotto la grande distorsione italiana per cui il \u201cpezzo di carta\u201d fa aggio su qualunque competenza sia stata acquisita per raggiungere quel \u201cpezzo di carta\u201d: sia quella di alto valore e livello, sia quella strappata anche attraverso tutte le varie patologie del sistema (due anni un uno, istituti che usano metodologie valutative non comparabili, e via di seguito). Se i diplomi e le lauree non avessero valore legale, in primo luogo, si abolirebbero gli esami di stato, che forniscono classifiche tanto inutili quanto deleterie.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il secondo passaggio dovrebbe essere quello dell\u2019abolizione della bocciatura, con la conseguenza di rendere necessaria una valutazione e una certificazione che descrivano attentamente tutti i percorsi in modo che si possano conoscere le reali competenze acquisite dagli studenti. Cos\u00ec si avrebbero, ad esempio, studenti che escono dai licei con il 100 e lode e studenti che escono con il 25, cio\u00e8 con un semplice attestato di frequenza. Tutto questo collegato agli accessi universitari aperti solo a chi \u2013 in determinate materie \u2013 ha un voto alto. Per cui, ad esempio, se esco da un liceo scientifico con 4 in matematica non posso iscrivermi a ingegneria, dove ci vuole, poniamo, l\u20198. A quel punto pur provvisto di diploma devo andare a prendermi l\u20198 (al liceo o all\u2019universit\u00e0), altrimenti a quella facolt\u00e0 non posso accedere. A questo punto diventerebbe fondamentale e interessante sapere da che scuola o universit\u00e0 viene uno studente, che percorso ha seguito, dove \u00e8 di alto o medio livello e dove di basso livello. E gli unici \u201cbocciati\u201d sarebbero quelli che a scuola non ci vanno proprio e quindi diventano soggetti su cui si dovrebbe agire in primo luogo per via sociale. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non credo sia molto complicato comprendere che questo sistema rivoluzionerebbe tutta la scuola italiana e \u2013 soprattutto \u2013 renderebbe evidenti, pubbliche e verificabili le valutazioni e le certificazioni delle scuole. Il voto perderebbe il suo valore e diventerebbe soltanto la descrizione di un livello di competenza, come gi\u00e0 avviene per i livelli linguistici (anche se questi livelli a scuola assurdamente convivono con i voti). E anche gli studenti che escono dal sistema con una bassa votazione potrebbero vedersi valorizzate alcune\u00a0 &#8220;competenze\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Si possono esprimere meglio di cos\u00ec idee (abolizione del valore legale del titolo di studio e delle bocciature) che la nostra generazione non vedr\u00e0 realizzate perch\u00e9 nella scuola italiana stiamo dalla parte del torto? Purtroppo noi italiani siamo cos\u00ec. Enrico Fermi d<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">opo la guerra consigli\u00f2 all\u2019Italia di investire in informatica. Il suggerimento non venne seguito perch\u00e9 si prefer\u00ec puntare sul sincrotone<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seconda parte L\u2019aspetto pi\u00f9 anacronistico della governance della attuale scuola italiana, secondo me, lo si ritrova in quella che fu la risposta dei governi di centro-sinistra alla proteste studentesche del \u201868. 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