{"id":9206,"date":"2022-12-23T14:34:46","date_gmt":"2022-12-23T14:34:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=9206"},"modified":"2022-12-23T14:38:19","modified_gmt":"2022-12-23T14:38:19","slug":"il-popolo-le-tribu-e-i-dilettanti-allo-sbaraglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=9206","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> IL POPOLO, LE TRIB\u00d9 E I DILETTANTI ALLO SBARAGLIO<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>Bignamino storico per spiegare come ad un certo punto, con il web ed i social, il popolo \u00e8 diventato protagonista e ha cominciato a far emergere i dilettanti. Anche la politica \u00e8 stata consegnata, cos\u00ec come qualsiasi attivit\u00e0 e in tutto il mondo, ai dilettanti<\/span>"},"content":{"rendered":"<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify;\"><b>Ad un certo punto irruppero i social e ognuno di noi ha preso la parola<\/b>. Le notizie e i commenti non sono scesi pi\u00f9 dalla tv e dai giornali gi\u00f9 sino ai lettori, cio\u00e8 dai professionisti al pubblico, ma \u00e8 stato il pubblico stesso che ha cominciato a fornire notizie, a riprendere con gli smartphone e a fare commenti.<\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify;\">La stessa cosa \u00e8 avvenuta con la televisione o con il cinema. Si \u00e8 passati dalla gente che guardava da casa i divi al divismo della gente comune tanto che i cd <i>influencer<\/i> oggi sono pi\u00f9 popolari di grandi attori o attrici. Prima eravamo spettatori passivi della tv, poi siamo entrati nella tv a farla e una come la De Filippi tutto il suo potere lo ha costruito situandosi sulla porta d\u2019ingresso, scegliendo lei chi nel pubblico potesse occupare, cantare o ballare o insegnare in tv.<\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify;\"><b>Infine tutto questo fenomeno che attraverso i social e il web ha promosso la finta democrazia del popolo che comunica in prima persona e invade cinema, televisione, media, si \u00e8 fatto politica.<\/b> La democrazia rappresentativa, ci hanno ingannato dicendoci che sarebbe diventata <i>democrazia diretta<\/i> per cui per ogni provvedimento da varare, per ogni decisione da prendere si sarebbe consultato prima il popolo attraverso il web. Infine il popolo, sempre attraverso elezioni sul web avrebbe scelto i suoi rappresentanti nelle istituzioni. I dilettanti sono arrivati cos\u00ec anche in parlamento e per ogni Toninelli e\u00a0 Di Maio che facevano assurgere nientedimeno che a ministri, i soliti portinai (come la De Filippi), quelli che avevano le chiavi di accesso, accrescevano a dismisura il loro potere. Tra Berlusconi che con i suoi soldi si costruiva un partito personale e decideva lui chi far entrare dentro e chi far diventare deputato, e Grillo che grazie a Casaleggio ha lanciato sul mercato un software con un marchio, non c&#8217;\u00e8 stato alcun salto, \u00e8 solo stata diversa la narrazione dei due fenomeni\u00a0populisti.<\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify;\"><b>E siamo arrivati ad oggi, quando nel frattempo abbiamo avuto una pandemia e una guerra vicino casa che per\u00f2 ha effetti diretti sull&#8217;energia e quindi sul nostro tenore di vita.<\/b> Proprio nel momento in cui la tendenza politica dominante sembrava il ripudio della globalizzazione e il ritorno alle piccole patrie, ai confini, alla rinchiusura nell&#8217;orticello di casa, prima l&#8217;America, anzi no, prima l&#8217;Italia, anzi no, prima la Padania o il Veneto, pandemia e guerra ci hanno ricordato che la storia non torna indietro e fa inversione ad u. Ci siamo ricordati che lo avevamo ormai capito tanti anni fa che un minimo battito di ali di farfalla provoca un uragano dall&#8217;altra parte del mondo (il film era del 2004, <i>The butterfly effect<\/i>).<\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify;\">Non praticando i social ho pertanto dovuto scegliere altre forme di interazione e comunicazione in un mondo tanto grande in cui non si pu\u00f2 pi\u00f9 seguire tutto. <b>Ciascuno di noi agisce, comunica, segue alcuni suoi interessi personali, trascurandone moltissimi altri.<\/b> Il tempo \u00e8 limitato. La tradizionale scaletta televisiva con la quale i tg ci fornivano le notizie del giorno (cominciava con la politica estera e finiva con lo sport) oppure l&#8217;impaginazione dei giornali, sono stati sconvolti dal pubblico e ciascuno di noi ha cominciato a occuparsi solo di alcuni segmenti-argomenti. Pertanto gli ammiratori della Ferragni hanno cominciato a seguire solo lei e tutti in quel cerchio comunicano tra loro. Cos\u00ec come fanno tutte le altre <i>trib\u00f9<\/i> del mondo, i tifosi di una squadra, di un cantante, di un autore, di un artista, di un posto, di una beneficenza, di una missione.<\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify;\"><b>Il nostro mondo \u00e8 quindi oggi costruito da tantissime trib\u00f9, che vivono sul web e in grandi accampamenti.<\/b> C&#8217;\u00e8 l&#8217;accampamento del calcio, con le trib\u00f9 dei tifosi di ogni squadra, c&#8217;\u00e8 l&#8217;accampamento della musica pop, quello della politica, quello della protesta, del terrorismo, degli strampalati (terrapiattisti, maghi e fattucchiere), dei sessuomani (pervertiti, pedofili, incestuosi), dei ricchi, ecc. ecc&#8230;<\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify;\"><b>In questo panorama che come si vede riguarda il mondo e le nostre vite, uno come me che, lo ribadisco, non segue i social, cosa osserva con interesse? Osservo i dilettanti che il popolo ha mandato al governo alla prese con le loro incapacit\u00e0.<\/b><\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify;\">Il popolo avendo provato di tutto, dalle mummie democristiane all&#8217;imprenditore di successo con vagoni pieni di tr&#8230; , dal rampante toscanaccio che voleva rottamare tutto al bullo di quartiere che intende mettere a posto i migranti sino all&#8217;avvocato del popolo con capelli tinti e pochette che vuol farsi bello fornendo a debito mance sussidi e bonus, sta ora provando lei, la piccola italiana madre fascista ma non troppo. La Meloni, come finanche uno come me aveva immaginato, si \u00e8 circondata di ministri improvvisati, di dilettanti incapaci finanche di capire che all&#8217;italiano piace non dover andare dal medico per prendere la ricetta per le medicine.<\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify;\"><b>Ecco, al governo vi stanno ancora dei maldestri dilettanti ma cos\u00ec incapaci che non sanno neppure capire cosa, in pratica, piace o non piace agli italiani.<\/b> Vogliono, per esempio, togliere lo Spid perch\u00e8 essi non lo sanno cosa sia e a cosa serva, immaginando che gli italiani lo vedano come una inutile innovazione-complicazione. Immaginano che tutti abbiamo nostalgia della vecchia ricetta rossa che il medico di famiglia compilava a mano e poi ce la consegnava perch\u00e8 andassimo in farmacia. E potrei continuare con quel ministro che immagina di far contenti i genitori se vieta di portare il cellulare in classe, perch\u00e8 non sa che sono i genitori a volere che il proprio figlio risponda alle chiamate anche mentre \u00e8 interrogato o sta facendo compito in classe. Potrei continuare con mille esempi, ma la conclusione \u00e8 sempre una sola ed \u00e8 la stessa. I dilettanti non risolvono problemi, li creano, li moltiplicano. Io amo i professionisti, i competenti, e mi ritrovo ormai a chiacchierare con pochi altri come me che la pensano come me.<\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify;\">Resta l&#8217;ultimo punto da sottolineare. Chi sono i dilettanti, come si scovano? Un recente episodio che \u00e8 avvenuto in tv ce lo dimostra. In tv compare un professore, Alessandro Orsini, che viene invitato (dalla Berlinguer) perch\u00e8 difende Putin. Il giornalista Antonio Talia si accorge che in un video su YouTube, il prof. Orsini cita l\u2019articolo di un certo \u00abWilliam J. Ampio\u00bb, pubblicato dal \u00abNew York Times\u00bb. Orsini fa anche lo spelling dell\u2019autore, \u00abA-M-P-I-O\u00bb. Da rapida ricerca, vien fuori che sul \u00abNew York Times\u00bb non scrive nessun William J. Ampio. Ci scrive, invece, William J. Broad, gi\u00e0 premio Pulitzer. In pratica il traduttore automatico ha tradotto il cognome \u00abBroad\u00bb in \u00abAmpio\u00bb. Nel riportare l\u2019episodio, ci si sofferma sulla gaffe, sullo sfondone, sulla \u00abfigura di palta\u00bb. Talia, invece, colpisce nel segno: \u00abSe Orsini non ha gli strumenti cognitivi per capire l\u2019errore nella traduzione automatica di un articolo, come potr\u00e0 riuscire a decifrare e poi spiegare il contenuto dell\u2019articolo stesso?\u00bb. Le trasmissioni che lo invitano \u00abse ignorano di invitare come \u201cesperto\u201d di affari internazionali qualcuno che \u00e8 incapace di capire un articolo nella lingua franca delle relazioni internazionali significa che non sanno fare il proprio mestiere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify;\">Ecco, Orsini non pu\u00f2 andare in tv come esperto, prima non lo sapevamo ma adesso s\u00ec, cos\u00ec come al governo non ci possono andare Toninelli, Di Maio e tanti altri che ogni giorno ci dimostrano tutti i loro limiti culturali. Al governo ci deve andare Draghi, perch\u00e9 ad un umarell non gli puoi far fare il ministro dei lavori pubblici, con la scusa che passeggiando osserva quelli che scavano buche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad un certo punto irruppero i social e ognuno di noi ha preso la parola. 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