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LETTERA INVIATA IN REDAZIONE DALL’AVV. BASILIO PERUGINI
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Caro Direttore,
recepisco la tua cortese richiesta ed esprimo i miei sentimenti e le mie considerazioni in ordine all’attuale situazione drammatica in cui versa la nostra amata Città, partendo dagli iniziali entusiasmi e concludendo con il profondo disagio che mi deriva dalle drammatiche notizie, sempre più gravi, che, ormai quotidianamente svelano le inaccettabili condizioni di Lamezia Terme.
Alla fine dell’estate 1963 Arturo Perugini, appena eletto Senatore della Repubblica, presenta il disegno di legge tendente ad unificare i Comuni di Nicastro, Sambiase e S.Eufemia Lamezia in un unico nuovo Comune, appunto Lamezia Terme.
L’entusiasmo determinato in gran parte dei cittadini, al di là delle tante manifestazioni pubbliche di consenso, è provato dal contenuto delle tantissime interviste per il Quotidiano “Il tempo” che il compianto Amico Romano De Grazia e Tu avete raccolto nei due o tre mesi successivi.
L’iter parlamentare si concluse il 4 gennaio 1968 e fu accolto con grande entusiasmo dai tantissimi nostri concittadini come pure da tanti cittadini dei Comuni circostanti.
Purtroppo, da quel momento, i malumori dei politici catanzaresi, che vedevano in Lamezia Terme, e quindi in Arturo Perugini, un ostacolo per la loro sino ad allora indiscussa supremazia, con il sostegno di alcune quinte colonne del nostro territorio, si scatenarono per impedirne l’autonoma crescita.
Evito di approfondire ulteriormente l’argomento perché si risveglierebbe in me il dolore delle tante ed ingiuste vicende che hanno avvelenato per tanto tempo  la vita di mio Padre e della nostra Famiglia.
Un punto è comunque indiscutibile: Lamezia è divenuta la cenerentola indifesa alla quale è stato negato il diritto di crescere serenamente e di avere il ruolo che le spettava e, secondo me, le spetta nel panorama regionale.
Non si contano le tante amministrazioni, succedutesi nel tempo, non solo inattive ed impotenti, ma addirittura sciolte in maniera poco onorevole, che ne hanno compromesso il buon nome in passato costruito con fatica e con onore.
Non si contano le arroganti ed improvvide iniziative che hanno di fatto  determinato l’estromissione della Città da ogni possibilità di affermazione e di riscatto nel campo sanitario, in quello dei trasporti, del commercio, dell’industria, della sicurezza.