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L’ITALIA E’ PAESE DI SANTI POETI … , NON DI POLITICI E POLITICANTI .

Negli ultimi giorni, sulla stampa locale, un’immagine più di altre è saltata all’attenzione dei lettori: il nostro neo-eletto sindaco Mario Murone, figlio del centrodestra, che anziché, come consuetudine vuole, offrire a Sant’Antonio un cero votivo, ha voluto essere parte in maniera plateale e palesemente studiata a tavolino, del trasporto del Santo sulla sua lettiga.

Forse per questa ragione, poco prima di arrivare al Santuario, il Bambin Gesù, lungo il percorso della processione, conscio di ciò che sarebbe avvenuto, ha dovuto fare una tappa forzata, per essere messo in sicurezza dal momento che continuava a vacillare.

L’Italia, da tempo immemore, viene definito paese di santi, poeti e navigatori, non di politici e politicanti e cercare di forzare la mano su un discorso così ben radicato nella nostra cultura… lascia ben poca fede in cui sperare.

Murone ha voluto sfidare gli dei, forse dimentico che la tracotanza non è ciò che aiuta gli audaci (per gli antichi greci era un peccato), e che la dea fortuna per quanto gli sia stata propizia al ballottaggio, resta pur sempre cieca.

Inoltre, mi torna alla mente l’espressione “Libera Chiesa in libero Stato”, che il ben più credibile Camillo Benso, conte di Cavour, usò nei suoi interventi politici per rimarcare la separazione fra due poteri, quello temporale e quello ecclesiastico, e che in questa, ahi noi, nostra circostanza ha perso di senso e mordente. La laicità della politica dovrebbe essere fondamentale: nelle proprie private stanze si faccia ciò che si vuole, ma nell’esercizio della cosa pubblica si mantenga sempre un comportamento super partes.

Detto ciò, speriamo che il nostro Patrono non si sia sentito manipolato da questo gesto, perché portare a spalla il Santo per imbonire le folle è stato un atto di irriverenza nei confronti di tutti coloro che in determinate cose ci credono davvero… ma poi il sindaco Murone la tredicina alle 5 del mattino l’ha fatta?

Caro Mario, le auguriamo che la sua carriera ecclesiastica, ops scusi il lapsus, politica, porti a lei e alla nostra città solo benefici e che il prossimo anno decida di far cantare “Tredici Stelle” al coro della Chiesa: l’epoca delle voci bianche è finita da un pezzo!