Vai al contenuto

LA PAROLA AI LETTORI
.

(R.B.) Questo spazio è destinato agli interventi dei lettori che, relativamente agli argomenti trattati, o ad altri su cui aprire un confronto, possono manifestare le loro idee o il loro pensiero – assenso o dissenso che sia – ma nei limiti imposti dalla correttezza e dal fair play. Gli elaborati, che mai rappresenteranno la linea o la collocazione politica di questo web journal – libero ed indipendente – non devono superare in lunghezza un foglio A4 font Calibri 12 e vanno inviati alla seguente e-mail:  redazione@lameziaterzomillennio.it

 

Apre questa rubrica l’avv. Mario De Grazia che invia all’on. Tridico la seguente lettera aperta:

Gentile on.le Pasquale Tridico,

sono convinto che il Centrosinistra ti ha candidato a Presidente della Regione perché sei un uomo  libero, capace, affidabile, inclusivo, perché hai valori forti di riferimento e senso del servizio, per come hai dimostrato nella tua vita professionale, istituzionale e sociale in questi anni, prima da presidente nazionale INPS e poi, con la proposta del reddito di cittadinanza, dove hai profuso la tua attenzione verso le categorie sociali più vulnerabili, più deboli e verso tutte le aree interne del Mezzogiorno.
Ti aspetta una battaglia elettorale dura e difficile perché da tempo, ormai, la destra ha consolidato il suo potere in parti importanti del territorio, con un rapporto organico con la classe dirigente, burocratico- amministrativa, che è divenuta l’asse portante della regione e tiene in mano le redini del “sistema-Calabria” nei settori nevralgici dell’agricoltura, dei trasporti, dei servizi socio-sanitari, del turismo, dell’economia.
Ritengo, comunque, che con te la battaglia elettorale sia tornata aperta e che il centrosinistra, con tutti i suoi limiti ed errori del recente passato, specialmente in Calabria, può ancora offrire la risposta politica più appropriata e concreta per sconfiggere questa destra illiberale, clientelare e arrogante.
Non è vero che sinistra e destra sono ormai uguali. Chi lo dice, o ha scarsa conoscenza politica o vuole trovare una giustificazione al suo mutare orientamento.
Questo inaspettato appuntamento elettorale, nato dalla scelta arrogante e presuntuosa di Occhiuto, può diventare, se lo si vuole veramente, un momento decisivo e vincente per il futuro della nostra terra.
Servono, però, l’unità vera di tutta la coalizione e il coraggio di osare proposte innovative, appropriate, altamente caratterizzanti che siano capaci di entusiasmare e riportare al voto i tanti cittadini delusi che da tempo disertano le cabine elettorali. Senza molti di questi è difficile vincere.
Poi, come è evidente, occorrono scelte forti e inequivoche:

  • Unità del Paese contro l’Autonomia differenziata che acuisce le disuguaglianze esistenti, soprattutto in ambito sanitario, creando un divario tra le regioni più performanti e quelle con minori risorse, con impatti negativi sulla mobilità sanitaria e sull’accessibilità dei servizi, nei centri urbani e, in particolare, nelle zone interne che vivono un abbandono senza precedenti.
  • Una politica del lavoro di qualità, non effimera, ma da emergenza costituzionale, che sia portatrice di uno sviluppo adeguato e compatibile con le risorse reali e, utilizzando al meglio i fondi UE per la ripresa, sia volta a recuperare il gravissimo ritardo che la Calabria sconta nei confronti del resto d’Italia in termini di sviluppo, di lavoro, di occupazione giovanile, di servizi e innovazione. Capace di porre margine all’emigrazione giovanile e intellettuale e tradurre veramente il desiderio di “restanza” in opportunità di lavoro stabile e creativo.
  • Una totale inversione di tendenza della sanità pubblica calabrese che vive una crisi ormai cronica e che ha toccato livelli insopportabili per una regione europea.
  • La tutela delle montagne, delle colline e dei cittadini che le abitano, come patrimonio da rispettare e manutenere, per contrastare e invertire la scelta scellerata del governo Meloni di “accompagnare il declino delle zone interne”.
  • Una politica intelligente per un turismo di qualità rispettoso dell’ambiente, che faccia innamorare i visitatori della Calabria, per la bellezza, l’originalità dell’offerta, la pulizia del mare, della montagna, dei borghi, dei suoi beni storici e della sua cultura millenaria.
  • Il coraggio di dire un  NO generalizzato al ponte sullo stretto, sapendo bene che un diniego forte, oltre a costituire un fatto culturale, ambientale, di salvaguardia del territorio e di sapienza storica, costituisce un risparmio enorme per le casse dello Stato, chiamato a sostenere una  spesa spropositata di oltre 14 miliardi di euro (vedasi legge di bilancio 2025) a  fronte delle tante infrastrutture viarie e non  da realizzare in Sicilia e Calabria, le cui mancanze  ne fanno le cenerentole di tutte le regioni europee.

Auguri a te, a noi, per una Calabria dove sarà bello vivere e, magari, tornarci.
Buon lavoro e auguri.