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LA VOCE DELLA CITTA’
Le notizie dell’ultime ore
a cura di Redazione di Lamezia 3.0
Attualità – 20/02/2023

SVEGLIATI, BALCONARO …
Una nuova autocoscienza è la prima rivoluzione per avviare un cambiamento culturale, sociale e politico a Lamezia come in tutta la regione
di Rita Fivoli

Il mio primo impatto con Lamezia Terme e paesi circostanti risale ahimè a cinquant’anni fa. L’esperienza di una vacanza a Serrastretta mi fu proposta da alcuni amici universitari che stavano frequentando insieme a me la facoltà di Filosofia dell’Università di Perugia. Senza sentimentalismi e senza facile retorica devo riconoscere che è stata una delle occasioni più interessanti, da un punto di vista umano e culturale, che abbia mai fatto. Ebbi l’opportunità di relazionarmi con la realtà giovanile di quel piccolo paese, che si rivelò carica di sorprendenti proposte e di iniziative alle quali fui invitata a partecipare.
Fui così attratta e coinvolta nella realizzazione di tanti piccoli progetti da restare per tutta la vita affettivamente legata a quei luoghi e a quei volti. Questa esperienza con la realtà calabrese mi convinse ad accettare, dopo la laurea, un’interessante proposta di lavoro a Reggio Calabria da parte dell’allora C.E.E. E’ in quel periodo che, a Lamezia, ho incontrato l’uomo che dopo pochi anni sarebbe diventato mio marito. Dopodiché il legame con quella città è diventato strutturale, coinvolgente, di una radicalità e di una implicazione prima inimmaginabili. Ma la positività e la forza dirompente di quella esperienza iniziale e delle mie entusiastiche aperture cominciarono ben presto a vacillare e a sfaldarsi, e come dice il poeta, “all’apparir del vero tu misera cadesti”.
Cominciò infatti a subentrare una coscienza chiara della situazione socio-economica-culturale fatta di limiti, di urgenze disattese, di gravi forme di disagio sociale, di solitudini, di insidiose e pervasive forme di manipolazione della realtà. Di fronte a tutte queste lacerazioni del tessuto sociale e politico ciò di cui percepivo allora e continuo a percepire oggi, è la mancanza di luoghi di aggregazione che siano fucine di un pensiero divergente, generativo di esperienze umane e culturali che rappresentino una “crepa” in quella muraglia di modelli di riferimento corrotti in ogni ambito della realtà. Luoghi e persone che si pongano in assoluta controtendenza e che costituiscano un’occasione di riscatto e di speranza soprattutto per le nuove generazioni.
Allora, forse la prima emergenza a Lamezia è creare questi luoghi di aggregazione che colgano, valorizzandola, l’istanza umana profonda di cambiamento e di autenticità tradita ma mai completamente sopita. Ma prima di ogni altra cosa va denunciata l’intrinseca contraddittorietà di coloro che sono stati definiti, in un interessante articolo di questo web journal, BALCONARI, persone cioè che non scendono mai dal loro balcone per appoggiare quei semi di novità che potrebbero investire e mettere in discussione la loro mentalità piccolo-borghese, tipica di chi condivide ma non si coinvolge mai, restando sempre al di fuori in nome di una personale ed astratta visione etico-politica.
Costoro non si rendono conto di come questa loro visione antropologica sia all’origine di una colpevole complicità con lo “status quo”. Ciò detto, ritengo che prima di qualunque progetto, prima di qualunque struttura da esigere, prima di qualunque strategia da stabilire, è necessario far crescere e far emergere un’autocoscienza nuova, in base alla quale ognuno di noi è responsabile di ciò che non fa pur essendo nelle condizioni di poterlo fare. Deflettere da questa coscienza significa non essere estranei al male diffuso nella città di Lamezia, ma esserne complici.
Questa autocoscienza nuova, da costruire, è quindi la condizione previa, la prima rivoluzione per avviare un cambiamento culturale, sociale e politico. Il venir meno di questa posizione psicologica-morale-culturale riduce la coscienza che il cambiamento più rivoluzionario parte dal sé, cioè da un soggetto nuovo che si muove per creare piccole esperienze di aggregazione desiderose di impegnarsi per cambiare la realtà lametina dal basso, dapprima come iniziativa personale autonoma, come slancio spontaneo che vince l’inerzia, la sfiducia, lo scetticismo e perché no, anche il BALCONISMO; per divenire, poi, nel tempo punto di riferimento significativo capace di vincere le obiezioni e le resistenze più irriducibili di tutti coloro che sono convinti che per la città di Lamezia non ci possa essere un futuro diverso.