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Francesco Scoppetta

COSA UNISCE BERSANI D’ALEMA e TRAVAGLIO
Travaglio osannato dai compagni bolognesi straparla di Draghi "figlio di papà" che "non capisce un c...". Dice Gianni Cervetti, uno degli ultimi comunisti, amico di Napolitano e Macaluso, che il giornalismo di Travaglio è "un giornalismo da orbi". La vera domanda è: perché la sinistra lo invita? Cosa non abbiamo capito in questi anni se il partito fondato da Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema si è unito al mondo grillino e paragrillino, anche sui social, vale a dire proprio con quelli che nel 2012 Bersani definiva «fascisti del web», identificando nell’antipolitica il principale nemico della «riscossa civica» che il Partito democratico si proponeva di suscitare?

Comincio dai fatti perché non è che oggi tutti possano seguire tutto. E’ accaduto domenica 25 luglio alla festa di Articolo Uno a Bologna. Travaglio era l’ospite d’onore. Ha dato del “figlio di papà” a… Leggi tutto » COSA UNISCE BERSANI D’ALEMA e TRAVAGLIO
Travaglio osannato dai compagni bolognesi straparla di Draghi “figlio di papà” che “non capisce un c…”. Dice Gianni Cervetti, uno degli ultimi comunisti, amico di Napolitano e Macaluso, che il giornalismo di Travaglio è “un giornalismo da orbi”. La vera domanda è: perché la sinistra lo invita? Cosa non abbiamo capito in questi anni se il partito fondato da Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema si è unito al mondo grillino e paragrillino, anche sui social, vale a dire proprio con quelli che nel 2012 Bersani definiva «fascisti del web», identificando nell’antipolitica il principale nemico della «riscossa civica» che il Partito democratico si proponeva di suscitare?

UNA STORIA SENZA FINE: SCORDOVILLO CRONISTORIA DI UN PROBLEMA IRRISOLVIBILE
L’Italia oggi è l’unico Paese in Europa ad aver creato, organizzato e consolidato un sistema abitativo per una specifica etnia che, nel nostro caso, assume forma architettonica nel “campo rom”, uno “spazio-contenitore” all’aria aperta posto lontano dal centro cittadino, realizzato per soggetti che, a partire dall’abitare, appaiono culturalmente incapaci di intraprendere percorsi di inclusione. Il “sistema campo” parte dal container dove sono concentrati i rom per irradiarsi in tutta la città plasmando menti, orientando politiche, ispirando studi, ricerche accademiche, articoli di quotidiani, post sui social. Ogni azione di sgombero forzato, non finiremo mai di dirlo, rappresenta sempre e comunque una grave violazione dei diritti umani, senza mai rimediare all’inadeguatezza dell’alloggio o alle criticità di carattere igienico-sanitario, reiterandole invece altrove e con maggiore intensità e gravità. (Associazione 21 luglio. Comunita' rom negli insediamenti formali e informali in italia. Rapporto 2019) -Carlo Stasolla, presidente associazione 21 luglio onlus 6 parallelo-

Personalmente condivido ogni parola di quello che ha scritto Stasolla. Una sola cosa vorrei chiedergli, se anch’io e tutti i lametini abbiamo dei diritti umani da far valere, il primo dei quali è quello di… Leggi tutto » UNA STORIA SENZA FINE: SCORDOVILLO CRONISTORIA DI UN PROBLEMA IRRISOLVIBILE
L’Italia oggi è l’unico Paese in Europa ad aver creato, organizzato e consolidato un sistema abitativo per una specifica etnia che, nel nostro caso, assume forma architettonica nel “campo rom”, uno “spazio-contenitore” all’aria aperta posto lontano dal centro cittadino, realizzato per soggetti che, a partire dall’abitare, appaiono culturalmente incapaci di intraprendere percorsi di inclusione. Il “sistema campo” parte dal container dove sono concentrati i rom per irradiarsi in tutta la città plasmando menti, orientando politiche, ispirando studi, ricerche accademiche, articoli di quotidiani, post sui social. Ogni azione di sgombero forzato, non finiremo mai di dirlo, rappresenta sempre e comunque una grave violazione dei diritti umani, senza mai rimediare all’inadeguatezza dell’alloggio o alle criticità di carattere igienico-sanitario, reiterandole invece altrove e con maggiore intensità e gravità. (Associazione 21 luglio. Comunita’ rom negli insediamenti formali e informali in italia. Rapporto 2019) -Carlo Stasolla, presidente associazione 21 luglio onlus 6 parallelo-

L’INGIUSTIZIA E LA REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA. CHI SONO I RICCHI, CHI SONO I POVERI. E’ TUTTO CONFUSO, NASCOSTO, SIMULATO
Un paese di evasori, furbi e delinquenti favoriti dalla peggiore politica. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere e peggior sordo di chi non vuol sentire, diceva un antico proverbio. La vera ingiustizia, che il nostro sistema fiscale evidenzia e illustra, non interessa ai politici di tutti i colori, costretti ad inseguire i voti della maggioranza e pertanto a non interessarsi mai alle minoranze. Quindi se la maggioranza dei cittadini italiani paga poco o nulla di tasse è ormai una realtà immodificabile con cui la politica non intende più misurarsi. Soprattutto quelle forze politiche di sinistra che sbandierano sempre e comunque il vessillo dell’ingiustizia contro cui, a parole, combatterebbero, mettono la testa nella sabbia come gli struzzi per non vedere quello che l’ingiustizia fiscale dimostra.

Nel nostro paese chi vota a sinistra quasi sempre lo fa protestando contro l’ingiustizia sociale. Essa nascerebbe da un divario troppo forte tra ricchi e poveri. In America certo è così, perché in un ristorante… Leggi tutto » L’INGIUSTIZIA E LA REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA. CHI SONO I RICCHI, CHI SONO I POVERI. E’ TUTTO CONFUSO, NASCOSTO, SIMULATO
Un paese di evasori, furbi e delinquenti favoriti dalla peggiore politica. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere e peggior sordo di chi non vuol sentire, diceva un antico proverbio. La vera ingiustizia, che il nostro sistema fiscale evidenzia e illustra, non interessa ai politici di tutti i colori, costretti ad inseguire i voti della maggioranza e pertanto a non interessarsi mai alle minoranze. Quindi se la maggioranza dei cittadini italiani paga poco o nulla di tasse è ormai una realtà immodificabile con cui la politica non intende più misurarsi. Soprattutto quelle forze politiche di sinistra che sbandierano sempre e comunque il vessillo dell’ingiustizia contro cui, a parole, combatterebbero, mettono la testa nella sabbia come gli struzzi per non vedere quello che l’ingiustizia fiscale dimostra.

LA SINISTRA TRA VACCINI INSPERATI E IL SOLITO COMPLOTTISMO
Stanno succedendo cose strabilianti che segneranno l’umanità. Come ha scritto lo scienziato Guido Tonelli “In un tempo irrisorio, se si considera la complessità dell’impresa, si sono messi a punto una decina di vaccini che vengono attualmente prodotti in miliardi di dosi e distribuiti in tutto il mondo”. Senza vergogna, però, la sinistra massimalista ha messo, affiancando i No-vax, Big Pharma sul banco degli imputati. Ecco perché alla grande stampa e ai grandi politici ex comunisti non interessa per nulla la prefazione di Gratteri al libro complottista sul Covid-19.

Quando vedo in tv Bersani – ogni quindici giorni Floris gli concede una conferenza stampa di 90 minuti – o de Magistris riabilitato da Giletti ogni santa domenica, mi rendo conto del cul de sac… Leggi tutto » LA SINISTRA TRA VACCINI INSPERATI E IL SOLITO COMPLOTTISMO
Stanno succedendo cose strabilianti che segneranno l’umanità. Come ha scritto lo scienziato Guido Tonelli “In un tempo irrisorio, se si considera la complessità dell’impresa, si sono messi a punto una decina di vaccini che vengono attualmente prodotti in miliardi di dosi e distribuiti in tutto il mondo”. Senza vergogna, però, la sinistra massimalista ha messo, affiancando i No-vax, Big Pharma sul banco degli imputati. Ecco perché alla grande stampa e ai grandi politici ex comunisti non interessa per nulla la prefazione di Gratteri al libro complottista sul Covid-19.

LA STORIA STRUGGENTE E ISTRUTTIVA DEL SINDACO GIANNI SPERANZA
Un sindaco non ha potere, può solo tenere aperta la porta del Comune. Ed è sempre solo. “La vita di una comunità come quella di Lamezia è molto più ricca della presenza della mafia. L’amministrazione va oltre il tempo che le hanno concesso”, si legge nel retro di copertina del lavoro di Speranza. Una testimonianza che resterà negli anni per la sincerità e il coraggio del suo autore. Con tutte le contraddizioni della sinistra non ideologica alle prese con i problemi irrisolvibili dell’amministrazione quotidiana. L’intervista di Gianfranco Manfredi approfondisce un racconto chiaro e ben organizzato per temi.

Mentre stavo leggendo il libro di Gianni Speranza (Una storia fuori dal Comune, Rubbettino, 2021) mi ha molto interessato un articolo di Boeri e Perotti su Repubblica. I due economisti scrivono “A leggere il Pnnr… Leggi tutto » LA STORIA STRUGGENTE E ISTRUTTIVA DEL SINDACO GIANNI SPERANZA
Un sindaco non ha potere, può solo tenere aperta la porta del Comune. Ed è sempre solo. “La vita di una comunità come quella di Lamezia è molto più ricca della presenza della mafia. L’amministrazione va oltre il tempo che le hanno concesso”, si legge nel retro di copertina del lavoro di Speranza. Una testimonianza che resterà negli anni per la sincerità e il coraggio del suo autore. Con tutte le contraddizioni della sinistra non ideologica alle prese con i problemi irrisolvibili dell’amministrazione quotidiana. L’intervista di Gianfranco Manfredi approfondisce un racconto chiaro e ben organizzato per temi.

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
Richiamando alla mente la disputa che si svolse a partire dal 1968 tra Cosenza e Lamezia Terme per la sede dell’Ateneo della Calabria, e la rivolta di Reggio Calabria del 1970, vorrei occuparmi in tre articoli della fitta trama di “istanze di natura territoriale” che la Calabria ha conosciuto. Perchè il Pci sacrificò in quel frangente Lamezia e preferì Giacomo Mancini? E perchè Catanzaro non ha mai accettato di costituire con Lamezia l’area centrale della Calabria, magari lasciando la Regione ai reggini e puntando sul campus universitario nella piana? Tutto cominciò con le Regioni, con l’autostrada al posto sbagliato che Mancini volle tutta per sè e per quell’Università presto e al posto giusto che i comunisti si rifiutarono di definire quale fosse.

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO di Francesco Scoppetta    /  politica   / 11 febbraio 2021 Prima parte Richiamando alla mente la disputa che si svolse a partire dal 1968 tra… Leggi tutto » 1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
Richiamando alla mente la disputa che si svolse a partire dal 1968 tra Cosenza e Lamezia Terme per la sede dell’Ateneo della Calabria, e la rivolta di Reggio Calabria del 1970, vorrei occuparmi in tre articoli della fitta trama di “istanze di natura territoriale” che la Calabria ha conosciuto. Perchè il Pci sacrificò in quel frangente Lamezia e preferì Giacomo Mancini? E perchè Catanzaro non ha mai accettato di costituire con Lamezia l’area centrale della Calabria, magari lasciando la Regione ai reggini e puntando sul campus universitario nella piana? Tutto cominciò con le Regioni, con l’autostrada al posto sbagliato che Mancini volle tutta per sè e per quell’Università presto e al posto giusto che i comunisti si rifiutarono di definire quale fosse.

LA CITTA’ SALOTTO, SE NON ORA QUANDO?
La pedonalizzazione dei corsi consentirebbe consumi, attività commerciali e svago

Lo slogan ce lo possono fornire le città europee, sotto l’etichetta  “Slow city (città lente), basta sceglierlo: Togliere la città alle macchine (slogan del sindaco di Atene, Bakoyannis) oppure La città salotto (come Rotterdam). Perchè… Leggi tutto » LA CITTA’ SALOTTO, SE NON ORA QUANDO?
La pedonalizzazione dei corsi consentirebbe consumi, attività commerciali e svago

LA CONCORRENZA E’ IL SOLO VACCINO PER SCONFIGGERE LA MAFIA
Va bene regolamentare il gioco ma troppi lacci e laccioli finiscono col nuocere

Qualsiasi consumatore italiano fa ogni giorno questa esperienza: maggiore è la concorrenza migliore sarà la possibilità di acquistare a buon prezzo. Certo, per acquistare un i Phone non è che si debba essere laureati in… Leggi tutto » LA CONCORRENZA E’ IL SOLO VACCINO PER SCONFIGGERE LA MAFIA
Va bene regolamentare il gioco ma troppi lacci e laccioli finiscono col nuocere

L’EVASIONE FISCALE E’ SIMBOLO DEL NOSTRO FAMILISMO AMORALE … è più facile prendersela con la Merkel e continuare il chiagni e fotti 

La domanda che mi pongo da anni è la seguente: perché la lotta all’evasione fiscale non è prioritaria e fondamentale per la nostra politica?Oggi è anche più facile, le nuove tecnologie permettono una tracciabilità del… Leggi tutto »L’EVASIONE FISCALE E’ SIMBOLO DEL NOSTRO FAMILISMO AMORALE … è più facile prendersela con la Merkel e continuare il chiagni e fotti 

AEROPORTI ITALIANI TRA PUBBLICO E PRIVATO I privati negli ultimi 20 anni hanno acquisito sempre più potere

Ad integrazione di quanto scritto dall’avv. Panedigrano (La privatizzazione della Sacal una iattura da evitare), vorrei citare un documentato articolo di Bruno Perini (Senzafiltro, 23/12/2019) sugli aeroporti italiani. Chi controlla gli aeroporti italiani? Risponde Perini:… Leggi tutto »AEROPORTI ITALIANI TRA PUBBLICO E PRIVATO I privati negli ultimi 20 anni hanno acquisito sempre più potere

LA CITTA’ MUTA TESTIMONIA Uno dei problemi di Lamezia è che talvolta anche un semplice cittadino la vince, anche se non è un mafioso.

Con gli amici girando per Lamezia e guardandoci attorno di tanto in tanto riconsideriamo una vecchia teoria che provo a riassumere. Come può una città far fronte alle cosche, alla ‘ndrangheta, se si è piegata… Leggi tutto »LA CITTA’ MUTA TESTIMONIA Uno dei problemi di Lamezia è che talvolta anche un semplice cittadino la vince, anche se non è un mafioso.

AMALIA BRUNI E LA NOSTRA DEBOLEZZA Il passato lametino insegna che talvolta i poteri forti vanno contrastati

Un excursus storico sulle due occasioni perdute di Lamezia (università e autostrada) per la nostra congenita debolezza politica, e un monito per chi vuole affossare il Centro Regionale di Neurogenetica Quando capito all’aeroporto i miei due neuroni sviluppano… Leggi tutto »AMALIA BRUNI E LA NOSTRA DEBOLEZZA Il passato lametino insegna che talvolta i poteri forti vanno contrastati